La Parola di oggi

Sabato 27 Febbraio 2016 – Sabato della II settimana di Quaresima

Prima Lettura
Dal libro del profeta Michèa

Pasci il tuo popolo, Signore, con la tua verga, il gregge della tua eredità, che sta solitario nella foresta tra fertili campagne; pascolino in Basan e in Gàlaad come nei tempi antichi. Come quando sei uscito dalla terra d’Egitto, mostraci cose prodigiose.
Quale dio è come te, che toglie l’iniquità e perdona il peccato al resto della tua eredità?
Egli non serba per sempre la sua ira, ma si compiace di manifestare il suo amore. Egli tornerà ad avere pietà di noi, calpesterà le nostre colpe.
Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati. Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà, ad Abramo il tuo amore, come hai giurato ai nostri padri fin dai tempi antichi.
Parola di Dio
Salmo Responsoriale
Sal 102 (103)

R. Misericordioso e pietoso è il Signore.
Oppure: R. Il Signore è buono e grande nell’amore.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. R.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e di misericordia. R.

Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe. R.

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe. R.
Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinarono a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola:
«Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a nettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbidito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

Parola del Signore.

D’hier à aujourd’hui : le quartier Ile de Nantes

Nantes, una città che resterà sempre nel mio cuore!

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Nantes, Place Royal

In suo omaggio posto questo articolo dal sito

http://www.nantes.fr/home/dans-votre-quartier/ile-de-nantes/histoire-du-quartier-ile-de-nant.html

D’hier à aujourd’hui : le quartier Ile de Nantes

L’Ile de Nantes est située sur une île de la Loire cernée par le bras de la Madeleine au nord et celui de Pirmil au sud. Ancien archipel formé par la division du fleuve et traversé par des boires, ce territoire témoigne des grandes étapes de l’histoire urbaine nantaise.

La ligne des Ponts

Achevée au 11e siècle, une longue ligne des ponts reliait le sud de la Loire à la ville historique en permettant la traverse de cinq îles grâce aux ponts de la Poissonnerie, de Belle-Croix, de la Madeleine, de Toussaint, des Récollet et de Pirmil. Cette route, bordée d’établissements religieux, forme le noyau urbain de l’île avec l’apparition des faubourgs de Vertais et de Biesse.

La Prairie au Duc, symbole de l’épopée industrielle nantaise

L’affirmation de la vocation portuaire et maritime de Nantes à partir du 18e siècle amorce la transformation spatiale des rives du bras de la Madeleine. Le développement industriel au cours du 19e siècle accélère le processus et façonne la Prairie au Duc et l’Île Sainte-Anne. Chantiers de constructions navales, entreprises métallurgiques, chimiques et agroalimentaires s’implantent progressivement, favorisés par l’ouverture de la gare de l’Etat en 1887. De nouveaux quais sont construits et en 1903, l’inauguration du pont Transbordeur symbolise l’épopée industrielle nantaise qui s’achève en 1987 avec la fermeture des chantiers navals.

Beaulieu, une ville nouvelle des années 70

A la fin des années 60, alors que la désindustrialisation de l’ouest de l’île est en cours, les prairies situées à l’est accueillent une vaste opération d’aménagement, symbole du passage de la ville à l’économie tertiaire. Logements, centre commercial et bureaux sortent de terre pour accueillir, entre autres, les nombreux services de l’Etat décentralisés à Nantes.

L’Ile de Nantes

Depuis 2000, ce vaste territoire fluvial, riche de son patrimoine industriel, est l’objet d’un grand projet de réaménagement qui doit répondre au défi de la densification et de la reconversion. D’ici 2020, l’Ile de Nantes aura pour vocation d’être le nouveau cœur de la métropole.

Mercoledì 24 Febbraio 2016 – Mercoledì della II settimana di Quaresima

Prima Lettura
Dal libro del profeta Geremia

[I nemici del profeta] dissero: «Venite e tramiamo insidie contro Geremia, perché la legge non verrà meno ai sacerdoti, né il consiglio ai saggi né la parola ai profeti. Venite, ostacoliamolo quando parla, non badiamo a tutte le sue parole».
Prestami ascolto, Signore, e odi la voce di chi è in lite con me. Si rende forse male per bene? Hanno scavato per me una fossa. Ricordati quando mi presentavo a te, per parlare in loro favore, per stornare da loro la tua ira.
Parola di Dio

Salmo Responsoriale
Sal 30 (31)

R. Salvami, Signore, per la tua misericordia.

Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele. R.

Ascolto la calunnia di molti: «Terrore all’intorno!»,
quando insieme contro di me congiurano,
tramano per togliermi la vita. R.

Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i mei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori. R.

Vangelo
Dal Vangelo secondo Matteo

«Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato»

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In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore

La Parola di Oggi

Martedì 23 Febbraio 2016 – Martedì della II settimana di Quaresima

Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaìa

Ascoltate la parola del Signore, capi di Sodoma; prestate orecchio all’insegnamento del nostro Dio, popolo di Gomorra! «Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova».
«Su, venite e discutiamo – dice il Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del Signore ha parlato».
Parola di Dio

Salmo Responsoriale
Sal 49 (50)

R. A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
Oppure: R. Mostraci, Signore, la via della salvezza.

Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.
Non prenderò vitelli dalla tua casa
né capri dai tuoi ovili. R.

Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle? R.

Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio. R.

Vangelo
Dal Vangelo secondo Matteo

Immagine dal sito: http://uogcc.org.ua/it/actual/article/?article=16436

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Parola del Signore

Un filo comune lega le due Letture di oggi e il Salmo: quello della vera giustizia da seguire. Non quella degli scribi e dei farisei,  ma la giustizia della fede che corrisponde alla giustizia di Dio.

Pubblico delle riflessioni trovate sul sito: http://uogcc.org.ua/it/actual/article/?article=16436

Gesù parla di una doppia giustizia: della giustizia degli scribi e dei farisei e della giustizia dalla fede. Se non abbiamo questa giustizia dalla fede, non entreremo nel Regno dei Cieli.

 

La parola “giustizia” significa che a ciascuno si deve dare ciò che gli appartiene. La Parola di Dio dice: “Il salario del peccato è la morte”(Rm. 6, 23), e “tutti hanno peccato” (Rm. 3, 23). Quindi, a tutti gli uomini a causa del peccato giustamente spetta la morte, non solo temporanea, ma anche eterna, cioè la separazione da Dio – l’inferno.

 

In che cosa consiste la giustizia di Dio con cui possiamo entrare nel Regno dei Cieli? Gesù Cristo, come vero Dio, è diventato l’uomo e sulla croce ha pagato giusto salario per il peccato – la morte. Chi crede in Cristo e accoglie la salvezza nella Sua morte, sarà salvato, cioè entrerà nel Regno dei Cieli, otterrà il cielo. Gesù ha preso su di Sé la mia punizione e mi dà gratuitamente la vita eterna. Ma io devo accoglierLo e credere nell’amore di Dio. E questa è la fede salvifica. Questa giustizia divina supera la giustizia degli scribi e dei farisei. Loro si appellavano all’osservanza della Legge di Dio e pensavano che con l’osservanza formale di questa Legge entreranno nel Cielo. Infine, loro hanno crocefisso lo stesso Salvatore, pensando che sono giustificati per le loro opere. Questa è la menzogna e l’autoinganno. Nessun l’uomo si salverà attraverso l’osservanza della Legge di Mosè. La salvezza otteniamo solo attraverso la fede in Gesù Cristo.

a) La giustizia degli scribi e dei farisei

1. La giustizia degli scribi e dei farisei si basa sull’osservanza della Legge di Mosè. Può qualcuno essere giustificato con le opere della legge?

Romani 3, 20a: “Infatti in virtù delle opere della legge nessun uomo sarà giustificato davanti a Lui, perché per mezzo della legge si ha solo la conoscenza del peccato”.

 

2. Che cosa dice Gesù sugli scribi e sui farisei?

Matteo 23, 1-3: “Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno”.

 

3. Di che cosa Gesù intimidisce i farisei?

Matteo 23, 13: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci”.

 

4. Chi diventano i neoconvertiti dai farisei?

Matteo 23, 15: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi”.

 

5. Che cosa trasgredivano i farisei?

Matteo 23, 23-24: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello”.

 

6. Sono giusti i farisei?

Matteo 23, 28: “Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità”.

 

7. Come Gesù chiama i farisei?

Matteo 23, 33: “Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?”.

 

8. Che cosa riguarda coloro, i quali si richiamano alle opere della legge?

Galati 3, 10: “Quelli invece che si richiamano alle opere della legge, stanno sotto la maledizione, poiché sta scritto: Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte nel libro della legge per praticarle”.

 

9. Può qualcuno essere giustificato dalla legge?

Galati 3, 11: “E che nessuno possa giustificarsi davanti a Dio per la legge risulta dal fatto che il giusto vivrà in virtù della fede”.

 

b) La giustizia dalla fede

 

1. Come si rivela la giustizia di Dio?

Romani 1, 17: “È in esso che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede, come sta scritto: Il giusto vivrà mediante la fede”.

 

2. Che cosa è scritto della giustizia di Dio?

Romani 3, 21-22: “Ora invece, indipendentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti; giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. E non c’è distinzione”.

 

3. Perché non hanno obbedito alla giustizia di Dio?

Romani 10, 3: “poiché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio”.

 

4. Che cosa è scritto di Cristo e della giustificazione?

Romani 10, 4: “Ora, il termine della legge è Cristo, perché sia data la giustizia a chiunque crede”.

 

5. Chi è diventato Cristo per noi?

1 Corinti 1, 30: “Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione”.

 

6. Che cosa noi diventiamo in Cristo?

2 Corinti 5, 21: “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio”.

 

7. Possiamo noi per mezzo della legge ottenere la giustificazione?

Galati 2, 21: “Non annullo dunque la grazia di Dio; infatti se la giustificazione viene dalla legge, Cristo è morto invano”.

 

8. Che cosa è stato accreditato ad Abramo come giustizia?

Galati 3, 6: “Fu così che Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato come giustizia”.

 

9. Chi sono i veri figli di Abramo?

Galati 3, 7: “Sappiate dunque che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede”.

 

10. A chi è passata la benedizione di Abramo in Gesù Cristo?

Galati 3, 14: “Perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passasse alle genti e noi ricevessimo la promessa dello Spirito mediante la fede”.

 

11. Che cosa riguarda coloro che appartengono a Cristo?

Galati 3, 29: “E se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa”.

 

12. Elenca le conseguenze della circoncisione per il cristiano.

Galati 5, 2-4: “Ecco, io Paolo vi dico: se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà nulla. E dichiaro ancora una volta a chiunque si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta quanta la legge. Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella legge; siete decaduti dalla grazia”.

 

13. Da che cosa deriva la mia giustizia e da che cosa deriva la giustizia di Dio?

Filippesi 3, 9: “…e di essere trovato in Lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede”.

Ricorda: Gesù e Sacra Scrittura parlano di una doppia giustizia. La prima giustizia deriva dall’osservanza della legge di Mosè, la seconda, invece, deriva dalla fede che Gesù Cristo, Figlio di Dio, è morto per noi sulla croce. Per essere salvati, non basta la prima giustizia – giustizia degli scribi e dei farisei. La salvezza otteniamo solo basandosi sulla giustizia dalla fede.

 

 

Meterse en el papel

Nihil sub sole novum

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Ya dijimos que Aulo Gelio y sus Noctes Atticae aparecerían de nuevo en nuestro blog. Nos proporcionó la serie sobre Creso, rey de Lidia, a propósito de la mudez de su hijo, interrumpida para librar a su padre de la muerte a manos de un soldado enemigo.

En esta ocasión, Aulo Gelio nos referirá una breve historia sobre un famoso actor, de nombre Polo, que realizó una magnífica interpretación de la Electra sofoclea, como consecuencia de un desgraciado hecho que le aconteció un tiempo antes. Este Polo de Sunio vivió en el siglo IV a. C.; parece que fue un esclavo judío que llegó a ser un gran actor.

He aquí el texto de Noctes Atticae, VI, 5:

Historia de Polo histrione memoratu digna

Histrio in terra Graecia fuit fama celebri, qui gestus et vocis claritudine et venustate ceteris antistabat. Nomen fuisse aiunt Polum; tragoedias poetarum nobilium scite atque asservate…

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῎Ανθρωπε, μὴ κτεῖνε Κροῖσον (IV)

Nihil sub sole novum

Suda

Página de la Suda

Estamos repasando las fuentes clásicas sobre el rey Creso, ya que más adelante hablaremos de una historia referente a uno de sus hijos. Hemos visto ya lo que dice la Suda, Heródoto (aunque volveremos a él) y Claudio Eliano.

Vamos ahora con Plutarco quien, en Περὶ ῾Ηροδότου κακοηθείας (Sobre la maledicencia de Heródoto), 18, habla también de Creso:

᾿Εῶ τοίνυν ὅτι τὸν Κροῖσον ἀμαθῆ καὶ ἀλαζόνα καὶ γελοῖον φήσας ἐν πᾶσιν, ὑπὸ τούτου φησίν, αἰχμαλώτου γενομένου, καὶ παιδαγωγεῖσθαι καὶ νουθετεῖσθαι τὸν Κῦρον, ὃς φρονήσει καὶ ἀρετῇ καὶ μεγαλονοίᾳ πολὺπάντων δοκεῖ πεπρωτευκέναι τῶν βασιλέων: τῷ δὲ Κροίσῳ μηδὲν ἄλλο καλὸν ἢ τὸ τιμῆσαι τοὺς θεοὺς ἀναθήμασι πολλοῖς καὶ μεγάλοις μαρτυρήσας, αὐτὸ τοῦτο πάντων ἀσεβέστατον ἀποδείκνυσιν ἔργον. ᾿Αδελφὸν γὰρ αὐτῷ Πανταλέοντα περὶ τῆς βασιλείας αὐτῷ διαφέρεσθαι, ζῶντος ἔτι τοῦ πατρός: τὸν οὖν Κροῖσον, ὡς εἰς τὴν βασιλείαν κατέστη, τῶν ἑταίρων καὶ φίλων τοῦ Πανταλέοντος ἕνα τῶν γνωρίμων…

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Ma chi deve andarci più? T.P.S. (Ta Putive Sparagnà!!)…

 

Gite, ma chi deve andarci più?

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Spero che quanto ho letto sul sito

http://www.professioneinsegnante.it/index.php/2-notizie/8752-viaggi-di-istruzione-ecco-perche-non-accompagnero-i-miei-studenti.html

sia frutto di un equivoco!! Perché se così non fosse chi mai si assumerebbe l’onere di accompagnare dei ragazzi in gita?

I docenti, a quanto pare, dovrebbero vigilare non più soltanto sugli alunni, ma …. udite udite … anche sull’autista, controllando che non assuma psicofarmaci, che non faccia uso di bevande alcoliche “neppure in modica quantità. Durante la guida egli (l’autista) non può far uso di apparecchi radiotelefonici o usare cuffie sonore, salvo apparecchi a viva voce o dotati di auricolare. La verifica del rispetto dei tempi di guida e di riposo, per la sua complessità tecnica e giuridica, non può che essere rimessa agli organi di polizia stradale. É tuttavia opportuno che gli accompagnatori sappiano che il conducente di un autobus deve rispettare: il periodo di guida giornaliero; il periodo di guida settimanale e bisettimanale; fruire di pause giornaliere e di riposo giornaliero e settimanale”

La verifica del rispetto dei tempi di guida e di riposo, per la sua complessità tecnica e giuridica, non può che essere rimessa agli organi di polizia stradale. É tuttavia opportuno che gli accompagnatori sappiano che il conducente di un autobus deve rispettare: il periodo di guida giornaliero; il periodo di guida settimanale e bisettimanale; fruire di pause giornaliere e di riposo giornaliero e settimanale”.

Qui di seguito il testo della circolare ministeriale:

http://www.professioneinsegnante.it/images/CIRCOLARE%20VISITE%20DI%20ISTRUZIONE.pdf

Caro ministro, questa cosa rientra nelle T.P.S. : cioè nelle “Ta Putive Sparagnà”

Mettersi in ascolto

Dio non si manifesta nella grandezza, ma nella piccolezza. La visione teofanica arcaica ha ancora legami con gli eventi della natura, (il dio che si rivela nei terremoti o in altre calamità). Dio, invece, rispetta la libertà anche del profeta. La presenza di Dio non è imposta. La sua presenza non è un terremoto, è solo un vento leggero, è come l’ascolto. Occorre mettersi in ascolto di Dio per poterlo sentire. Se passa il vento, se non si coglie l’ascolto, si perde la presenza di Dio.

La presenza di Dio non è imposta. La sua presenza non è un terremoto, è solo un vento leggero, è come l’ascolto. Occorre mettersi in ascolto di Dio per poterlo sentire. Se passa il vento, se non si coglie l’ascolto, si perde la presenza di Dio. Ecco che nell’A.T., da un monoteismo arcaico si comincia a crescere nel cammino di umiltà e spiritualità che prepara alla venuta di Cristo. C’è una kenosi reciproca: Dio si abbassa all’uomo, ma anche l’uomo si abbassa, perde il suo orgoglio e la sua presunzione per umiliarsi di fronte a Dio.

immagine dal sito:
http://www.gdp.ch/cultura/mostre/gli-adoratori-della-croce-nelle-foto-di-elio-ciol-id64868.html

Per kenosi, che letteralmente significa “svuotamento”, possiamo intendere la rinuncia di Dio alle sue prerogative e la sua volontà di incarnarsi e di farsi piccolo nell’uomo.

 

Come argilla

 

Come argilla nelle mani del vasaio che la modella a suo piacimento,

così gli uomini nelle mani di colui che li ha creati

e li ricompensa secondo il suo giudizio.

Di fronte al male c’è il bene,

di fronte alla morte c’è la vita;

così di fronte all’uomo pio c’è il peccatore.

Considera perciò tutte le opere dell’Altissimo:

a due a due, una di fronte all’altra.

(Siracide, 33, 13-15)

 

Dio è come un vasaio, che crea e ricrea i suoi vasi per renderli così come egli desidera.
Questa immagine ha il sapore ancestrale del racconto della creazione, quando Adamo prende vita proprio dal fango impastato da Dio e su cui Egli alita il Suo soffio di vita.
Rimanda poi anche alla creazione del “nuovo Adamo”, che è Cristo, l’Uomo Dio, fatto di carne come noi, ma unito alla Persona Divina del Verbo.
Da un Adamo al nuovo Adamo la “carne” dell’uomo viene ricreata, perché allontanandosi da Dio, la creatura aveva distorto quel suo essere ad immagine e somiglianza della Divinità Una e Trina.
Ecco che l’umanità è veramente come argilla nelle mani del Creatore, che tiene in mano l’essere umano e lo riforma in Cristo, lo rinnova, lo salva, lo purifica.

L’etimologia del termine “argilla” rende con immediatezza questa idea di “purificazione” dell’uomo in Cristo: il termine greco ARGILLOS deriva da ARGOS o ARGES che significa BIANCO, SPLENDENTE.
Il nuovo Adamo ci dona la lucentezza dell’essere figli di Dio purificati dal peccato e destinati ad un “biancore” ancora più grande quando saremo finalmente in Cielo, glorificati anche noi nel Paradiso, per essere realmente e per sempre gloria e compiacimento di Dio.
Quello che accade al momento della Trasfigurazione ce ne da’ un’idea: le vesti di Cristo, ci dice l’evangelista, divengono bianche come nessun lavandaio sulla terra saprebbe o potrebbe renderle.
Così saremo anche noi, di una luminosità inimmaginabile, quando raggiungeremo la gloria dei beati.

Dio Padre vuole dunque fare di noi dei vasi capaci di contenere la Sua Santità, il Suo Amore, il Suo splendore: noi possiamo brillare di luce riflessa, che si espande dal nostro tempio interiore, in cui abita lo Spirito Santo, in cui la Trinità viene a prendere dimora quando viviamo la vita di Grazia.

Accogliamo l’invito del nostro Creatore: lasciamo “ricreare”, plasmare continuamente ad immagine e somiglianza dell’Uomo Gesù, che è il perfettissimo Uomo da cui possiamo imparare ad essere “santi ed immacolati nella carità” (Ef 1,4) e affidandoci a Maria Santissima, affinchè con perseveranza custodiamo il tesoro che portiamo in vasi di creta, segno che questa ricchezza non viene da noi, ma Dio (cfr 2 Cor 4,7).
Lui si fida di noi: ci affida un bene prezioso. Facciamolo fruttificare!

Il commento e l’immagine sopra collocata sono tratti dal sito
http://chiamatiallasperanza.blogspot.it/2014/07/come-argilla-nelle-mani-dei-vasaio.html