“Alla fine dei giorni”

 …in attesa di “nuovi giorni”…

 

immagine dal sito: http://www.conmaria.it/Bibbia_illustrata/24isaia/Isaia.htm

Alla fine dei giorni,

il monte del tempio del Signore

sarà saldo sulla cima dei monti

e s’innalzerà sopra i colli,

e ad esso affluiranno tutte le genti.

Verranno molti popoli e diranno:

«Venite, saliamo sul monte del Signore,

al tempio del Dio di Giacobbe,

perché ci insegni le sue vie

e possiamo camminare per i suoi sentieri».

Poiché da Sion uscirà la legge

e da Gerusalemme la parola del Signore.

Egli sarà giudice fra le genti

e arbitro fra molti popoli.

Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,

delle loro lance faranno falci;

una nazione non alzerà più la spada

contro un’altra nazione,

non impareranno più l’arte della guerra.

Casa di Giacobbe, venite,

camminiamo nella luce del Signore.

(Isaia 2, 2-5)

Il profeta Isaia preannuncia la nuova presenza di Dio nell’uomo e nella storia. Una nuova epoca di pace, di rispetto tra i popoli e di prosperità, in cui le spade diventeranno aratri e le lance diventeranno falci.

Quella di Isaia è una Parola di vita e di speranza, fiduciosa in una pace stabile e duratura per l’umanità.

Unica condizione perché ciò si possa ottenere è seguire le vie del Signore e salire il monte del Suo tempio.

La via ci viene prospettata con chiarezza: “salire il monte del Signore”, ritrovare la strada di Dio, mettersi in ascolto della sua volontà che è sempre orientata al bene di coloro che egli ama, cioè di tutti gli uomini. Ci accorgeremo, allora, che tutti abbiamo delle spade e delle lance da spezzare e fondere nel fuoco dell’amore. Le energie prima sprecate per difenderci, o meglio per attaccarci reciprocamente, saranno a disposizione per costruire insieme il bene comune. E questo non solo metaforicamente o a livelli alti, ma a cominciare dagli ambienti in cui viviamo: famiglia, comunità, ambiente di lavoro, stadio, scuola, circoli ricreativi, parrocchia…
Quella che chiamiamo impropriamente “legge di Dio” è una Parola di vita che indica la via della giustizia, della concordia, della condivisione. In una parola la via dell’amore, la sola che possa condurre a una pace autentica e duratura, premessa indispensabile anche per un effettivo benessere.
Per vivere bene l’avvento, voglio cominciare a spezzare le spade e le lance a cui talvolta ricorro. Quest’oggi, nel mio rientro al cuore, mi dedicherò a individuarle.
Disarma, Signore, il mio cuore, rendilo disponibile all’amore verso tutti, iniziando da quelli con cui mi hai chiamato a vivere

(dal sito: http://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.php?mostra_id=27037).

 

Ma è possibile un mondo senza guerra? A giudicare dagli eventi contemporanei sembrerebbe proprio di no! Eppure, basterebbero “uomini di buona volontà”, non solo tra i potenti della terra, ma anche tra tutti noi, comuni mortali, per cominciare a creare un mondo nuovo che possa avanzare, pian piano, verso un’era di pace e di stabilità!

Un’utopia? Nel mondo attuale sicuramente sì! Ma chissà che, prima o poi, una nuova generazione di donne e uomini di grande “buona volontà” non contribuisca a rendere tale utopia una realtà.

Credere e sperare, in fondo, non fa mai male!

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