La Parola di oggi

Venerdì 29 Gennaio 2016 – Venerdì della III settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura
Dal secondo libro di Samuèle
2Sam 11,1-4a.5-10a.13-17

immagine tratta dal sito http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2010/10/104626.html

All’inizio dell’anno successivo, al tempo in cui i re sono soliti andare in guerra, Davide mandò Ioab con i suoi servitori e con tutto Israele a compiere devastazioni contro gli Ammoniti; posero l’assedio a Rabbà, mentre Davide rimaneva a Gerusalemme.
Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella d’aspetto. Davide mandò a informarsi sulla donna. Gli fu detto: «È Betsabea, figlia di Eliàm, moglie di Urìa l’Ittita». Allora Davide mandò messaggeri a prenderla.
La donna concepì e mandò ad annunciare a Davide: «Sono incinta». Allora Davide mandò a dire a Ioab: «Mandami Urìa l’Ittita». Ioab mandò Urìa da Davide. Arrivato Urìa, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa e come andasse la guerra. Poi Davide disse a Urìa: «Scendi a casa tua e làvati i piedi». Urìa uscì dalla reggia e gli fu mandata dietro una porzione delle vivande del re. Ma Urìa dormì alla porta della reggia con tutti i servi del suo signore e non scese a casa sua. La cosa fu riferita a Davide: «Urìa non è sceso a casa sua».
Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé e lo fece ubriacare; la sera Urìa uscì per andarsene a dormire sul suo giaciglio con i servi del suo signore e non scese a casa sua.
La mattina dopo Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò per mano di Urìa. Nella lettera aveva scritto così: «Ponete Urìa sul fronte della battaglia più dura; poi ritiratevi da lui perché resti colpito e muoia». Allora Ioab, che assediava la città, pose Urìa nel luogo dove sapeva che c’erano uomini valorosi. Gli uomini della città fecero una sortita e attaccarono Ioab; caddero parecchi della truppa e dei servi di Davide e perì anche Urìa l’Ittita.

Parola di Dio

Davide, nonostante la sua “amicizia con Dio”, si lascia andare a gesti colpevoli e si macchia addirittura di un assassinio. Egli, per mascherare l’adulterio, fa in modo che un uomo leale e fedele, come Uria, venga ucciso. Si serve del suo potere per peccare gravemente contro un uomo e contro Dio. E ciò accade anche se Davide è uomo gradito a Dio. Egli è, come affermato da Papa Francesco, “santo, ma anche peccatore”. E, in virtù del fatto che ha esercitato il suo potere per peccare, diventa anche un “corrotto”. 

Anche noi rischiamo di fare gli stessi errori, soprattutto quando, sentendoci troppo forti e sicuri di noi, dimentichiamo quella che dovrebbe essere la nostra comune vocazione alla santità, per macchiarci di colpe più o meno gravi.

Il nostro percorso potrebbe non essere, dunque, così diverso dall’esperienza di Davide: pur potendo contare sull’amicizia di Dio, che mai ci abbandona, rischiamo di cadere nella tentazione, allontanandoci sempre di più dal percorso che Dio ha voluto tracciare per noi.  Così, anziché seguire e percorrere il cammino che Egli ha riservato a ciascuno di noi, preferiamo ad esso strade, forse meno faticose, ma certamente più insidiose e pericolose.

Salmo Responsoriale
Sal 50

R. Perdonaci Signore: abbiamo peccato

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. Rit.

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. Rit.

Così sei giusto nella tua sentenza,
sei retto nel tuo giudizio.
Ecco, nella colpa io sono nato,
nel peccato mi ha concepito mia madre. Rit.

Fammi sentire gioia e letizia:
esulteranno le ossa che hai spezzato.
Distogli lo sguardo dai miei peccati,
cancella tutte le mie colpe. Rit.

Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 4,26-34

«Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce».
immagine dal sito http://www.cercarelafede.it/2015/06/il-granello-di-senape-2/
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Parola del Signore

Diversamente dal Davide della pagina odierna della Prima lettura, possiamo incamminarci per il giusto sentiero, raggiungendo il campo che il Signore ha preparato per noi. Quel campo è il “Regno di Dio”, è la sua Parola che ciascuno di noi deve diffondere e promuovere, facendola germogliare e crescere, proprio come fa il contadino che getta il seme sul terreno. La sua attesa deve essere come la nostra attesa, all’insegna “della silenziosa fiducia e della serena pazienza di Dio”. Dobbiamo solo gettare il seme nel terreno: anche il più piccolo granello di senape può crescere e dare grande frutto.  

 

Se noi siamo pronti a ciò, allora la Parola potrà crescere come il granello di senape (…) e potrà adempiere al suo compito di rappresentarci il Regno di Dio. (…) Un Regno sicuramente più grande di ogni regno che possa esserci sulla terra” (Adrienne von Speyr).

 

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...