La Parola del giorno

Domenica 24 gennaio

III domenica del tempo ordinario

San Francesco di Sales

PRIMA LETTURA (Ne 8,2-4a.5-6.8-10)

«Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!»

Dal sito: http://percorsoirc.blogspot.it/2014/11/un-nuovo-regno-e-nuovi-dominatori.html

Dal libro di Neemia
In quei giorni, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.
Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d’intendere; tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge. Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza.
Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: «Amen, amen», alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore.
I levìti leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura.
Neemìa, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!». Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge.
Poi Neemìa disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza».

Siamo nel periodo del ritorno di una parte degli Ebrei in patria, dopo l’esilio babilonese. Esdra, sacerdote e scriba, ebbe dal re di Persia Artaserse I, nel 458, il permesso di tornare nel paese a Gerusalemme con un nuovo gruppo di esuli, per restaurare la Legge e l’Alleanza con Dio.  Neemia, governatore del re Artaserse I, rinsaldò economicamente e socialmente il popolo.  Sotto l’egida di Esdra e Nemia ci fu anche la ricostruzione del Tempio. 

Esdra, nel giorno consacrato al Signore, invita il suo popolo a deporre il lutto e a festeggiare con carni grasse e vini dolci e a trovare forza nella gioia del Signore. Una nuova epoca è iniziata!

SALMO RESPONSORIALE  (Dal Salmo 18)
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.

SECONDA LETTURA (1Cor 12,12-30)
«noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo»
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.
E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. Se il piede dicesse: «Poiché non sono mano, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. E se l’orecchio dicesse: «Poiché non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato?
Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; oppure la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie; e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.
Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?

Tutti siamo membra vive di un unico corpo. Questo corpo è la Chiesa, formata dalla comunità dei fedeli che ha il suo Capo in Cristo. In questo passo ritroviamo anche il fondamento del Ministero petrino, del Magistero e, in generale, della Chiesa come corpo di Cristo e come comunità.

Al suo interno ciascuno può svolgere. Ognuno ha la sua funzione, il suo servizio da svolgere per il Signore, guardando all’ “oggi di Dio”, in umiltà e dedizione.
Alleluia, alleluia. (Lc. 4,18)
Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.
Alleluia.

Vangelo (Lc 1,1-4; 4,14-21)
«Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato»
+ Dal Vangelo secondo Luca
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

Dal sito http://www.umanesimocristiano.org/it/details-articles/non-disprezzare-il-profeta-/25796788/

In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

In Gesù, Verbo Incarnato, si compie la Scrittura. In Lui l’Antica Alleanza diventa Nuova Alleanza, fondata sul progetto di liberazione e di salvezza per tutti gli uomini. Dobbiamo ascoltare la Parola e dobbiamo vivere l’oggi di Dio, il tempo di Dio visto non come asse cronologico, ma con valenza salvifica. Dobbiamo vivere l’oggi di Dio, interpretando e testimoniando il Vangelo in modo profetico, contestualizzandolo nella nostra storia e nella nostra epoca. Dio si fa “vangelo”, cioè buona notizia della nuova gioia, della nuova liberazione e della vera salvezza. Dio, attraverso Cristo, si prende cura dei poveri e dei diseredati. Il Vangelo si fa “teologia della Storia” e della vita. “Una storia di uomini e donne che vivono il presente affidandosi a Cristo”.

L’oggi di Dio è il nostro presente: è un oggi che non è più ieri e non è ancora domani. Ieri non è più nostro. Domani non è ancora nostro. Solo l’oggi ci appartiene e solo nell’oggi possiamo e dobbiamo operare, anche in modo da tenerci pronti e preparati per le incertezze del domani. 

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