Una storia (purtroppo) inventata

Una storia (purtroppo) inventata

Un cane era stato abbandonato da un padrone. Il cane si era sentito non solo abbandonato, ma anche deluso e tradito. Mai avrebbe immaginato di vedersi lasciato lì in quel pezzo di strada legato al guard rail sul ciglio della carreggiata. Pensava: “forse mi hanno lasciato qui per fare un servizio, per andare in un luogo in cui io non posso entrare… Si sa, noi non possiamo entrare dovunque, siamo solo cani, spesso siamo considerati sporchi, portatori di malattie e quant’altro. Però – pensava – i miei padroni non mi hanno mai abbandonato, perché dovrebbero farlo proprio adesso? Starò qui tranquillo finché non passeranno a riprendermi”.
Il tempo, intanto, trascorreva: due, tre ore e, così via! Passò un’intera giornata, ma di quell’automobile bianca neppure l’ombra.. Tante automobili bianche sfrecciavano di là, ma non  quella tanto attesa e desiderata dal nostro amico a quattro zampe. Ormai si sentiva completamente perso! “E’ finita – temeva – non torneranno più! Terminerò qui i miei giorni”.

A un certo punto, però, ecco arrivare proprio l’automobile bianca che il cane attendeva con tanta ansia. Erano i suoi padroni che, pentiti, erano ritornati indietro a riprenderlo. In fondo, nonostante i suoi timori, lui non aveva mai perso la fiducia in un loro ritorno e grandi furono le feste e la gioia nel vederli tornare.
…. Questa è una storia inventata al momento e forse proprio perché è inventata si conclude con un lieto fine! Ma quante storie simili si vedono per le strade e per le autostrade delle nostre città? E, purtroppo, quasi nessuna si conclude con un finale simile a quello della mia storia inventata! In genere,  storie reali di questo tipo si concludono in ben altro modo e sempre drammatico per i nostri fedeli, ma non sempre rispettati, amici a quattro zampe!

 

Aggiungo una bella poesia che ho trovato in rete sul sito

https://tonykospan21.wordpress.com/2011/08/08/il-cane-abbandonato-bellissima-poesia/
IL CANE ABBANDONATO
Maria Monti
Povero cane abbandonato
che vaghi per le strade senza meta
in cerca di qualcosa che non trovi
un osso, una cuccia, una carezza.
Al chiar di luna vedi lontano
un’ombra, le corri incontro
festoso, ma non è che un cane,
un povero cane randagio come te,
in cerca di quel che cerchi te:
un osso, una cuccia, una carezza
I tuoi nemici: il cacciatore
che ti abbandona quando sei vecchio
e stanco, la famiglia che ti lascia
per andare al mare, il vicino
di casa che odia il tuo abbaiare,
il bimbo stanco di giocare
con te, più non ti vuole
e la madre che dice,
aprendoti la porta: vattene via,
vai incontro al tuo destino!
Ella non sa, di togliere al bambino,
un amico fedele pronto per lui
a dar la vita stessa,
per un osso, una cuccia, una carezza.

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