Celentano, la Chiesa, i giornali cattolici e lo spirito cristiano.

Celentano, la Chiesa e i giornali cattolici…

Qualche breve riflessione sul discorso di Celentano a Sanremo di martedì sera, 14/12/2012: qualcuno se lo aspettava forse più scoppiettante (ma la sua entrata in scena è stata preceduta da un “bombardamento” in piena regola); qualcuno si attendeva toni più pacati (ma, dopo tutto, i toni sono stati meno aggressivi del solito, anche se non meno efficaci). Che dire? Neppure questa volta Celentano ha smentito se stesso:  ha criticato chi riteneva di dover criticare, ha difeso chi credeva opportuno difendere, insomma ha dato ancora una volta prova del suo genio e della sua autonomia di pensiero, suscitando reazioni contrastanti, come era normale e fisiologico che fosse.

Certo, a dire il vero, l’attacco a “Famiglia Cristiana” e ad “Avvenire” è stato un po’ troppo forte, soprattutto nel punto in cui il cantante ha detto che questi giornali “inutili andrebbero chiusi definitivamente”. Su queste parole, obiettivamente, non si può essere d’accordo. Augurarsi la chiusura di un giornale è pur sempre, nella migliore delle ipotesi, una “caduta di stile”.

Ma, forse, voleva essere anche questa una  provocazione tout court, lanciata, magari, in risposta ad attacchi che lo stesso artista ha subito, nei giorni scorsi, per il suo cachet poi devoluto in beneficenza, con una decisione che ha spiazzato anche i critici più animosi e che ha messo tutti a tacere. Magari, nei prossimi giorni Celentano tornerà su questa sua polemica per chiarirne o sfumarne la portata.

Eppure, a parte il non condivisibile attacco ai due quotidiani, l’intervento di Celentano a Sanremo mi è sembrato a dir poco formidabile  e la tirata contro i preti (ma, attenzione, non contro tutti i preti!) e contro i due quotidiani cattolici  non sminuisce per niente il tono quasi “mistico” che ci è sembrato di scorgere nelle sue parole quando egli ha parlato del Vangelo, di Gesù, del Paradiso, del significato della vita e della morte. Considerazioni che ho sentito più volte fare ai preti seri ed avveduti (quelli che Celentano sicuramente mai attaccherebbe) durante le loro omelie. Piacevolmente sorprendente è stata la riproposizione di un suo vecchio successo “Il forestiero”, che ho riascoltato con piacere dopo tanto tempo.

Pienamente condivisibili e motivati da spirito cristiano, secondo me, sono stati anche la difesa del popolo greco e l’affondo lanciato contro il duo Merkel e Sarkozy che pretendono, secondo quanto si legge a pagina 5 del Corriere della Sera di lunedì 13 febbraio, che la Grecia acquisti le loro armi se vuole restare in Europa. Se ciò fosse vero (e non abbiamo motivo di dubitare dell’attendibilità del Corriere, che non è certo un pericoloso e sovversivo giornale di sinistra), l’imposizione della coppia “Merkozy” al popolo greco sempre più stremato, sarebbe una vera e propria diavoleria che un buon cristiano non solo non dovrebbe accettare, ma dovrebbe condannare con tutta la sua forza. Costringere un popolo affamato a comprare armamenti e, nello stesso tempo a licenziare lavoratori e mandare sul lastrico intere famiglie, è senza dubbio una grande empietà!

Quando parlo, dunque, di spirito cristiano, credo di farlo a ragion veduta, poiché il Cristianesimo non  tollera che ci siano uomini o popoli “schiavi” di altri uomini o di altri popoli, come anche il grande Manzoni ci ha insegnato.

Che dire, infine, dell’attacco alla Consulta?

Pieno rispetto per questa importante Istituzione soprattutto perché, nella storia recente del nostro Paese, ci ha protetto da pericolose derive populistiche. Chi scrive, dunque, non si pronuncia in merito alla bocciatura dei referendum, anche perché non ha titolo e non ha la competenza per farlo.

E’ innegabile, però, la delusione che tutti noi abbiamo provato quando la Consulta ha bocciato i quesiti referendari con delle motivazioni e con una sentenza che, comunque, abbiamo rispettato.

Non eravamo pochi, però, ad essere amareggiati! Eravamo un milione e duecentomila persone. In tanti abbiamo firmato per cambiare il sistema elettorale, spendendo  parte del nostro tempo personale per convincere altre persone a firmare.

Erano errati i quesiti? Andavano formulati in maniera diversa? Non lo mettiamo in dubbio. Sta di fatto che la loro bocciatura ci ha fatto sentire, come popolo, un po’ meno sovrani e un po’ più sudditi.

Per questo, pur non condividendo l’attacco ai due giornali cattolici, ho trovato convincente e condivisibile il discorso di Celentano a Sanremo per tutti gli altri aspetti che ho cercato di mettere in evidenza in questo post.

p.s.

incollo il link del Corriere con l’articolo su Celentano

http://www.corriere.it/spettacoli/speciali/2012/sanremo/notizie/prima-serata-festival-sanremo-cruccu_33c870e4-5747-11e1-a6d2-3f65acf5f759.shtml

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