scaricabarile nella scuola…

Questo qualche volta accade … nella scuola: ” Ad ascoltare il ronzio del nostro alveare pedagogico, quando (noi docenti) ci facciamo scoraggiare (di fronte agli insuccessi con gli alunni più svogliati), la nostra “passione” ci porta a cercare dei colpevoli. Il sistema della Scuola Pubblica, d’altronde, ben si presta a che ciascuno possa cercare dei colpevoli.

– La scuola materna non ha saputo insegnare in che modo comportarsi a questi bambini agitati come delle palle da flipper ? Chiede l’insegnante di scuola elementare.

– Che cosa hanno combinato alla scuola elementare ? Dice il professore della scuola media, inveendo contro i maestri della primaria, quando ricevono in prima media degli alunni che egli considera analfabeti.

– Qualcuno può dirmi che cosa hanno imparato fino alla terza media ? Esclama il professore di liceo, di fronte alla propensione dei suoi alunni del biennio di esprimersi senza un lessico adeguato?

– Ma questi vengono veramente dal Liceo? Si chiede il professore universitario quando spulcia il suo primo pacco di prove scritte di esami?

– Spiegatemi che cosa fanno all’Università! Tuona l’industriale di fronte ai (pochi) giovani appena reclutati!!”.

… Questo accade in Francia! Ma in Italia è così diversa la situazione?

Oui, à écouter le bourdonnement de notre ruche
pédagogique, dès que nous nous décourageons, notre
passion nous porte d’abord à chercher des coupables.
L’Éducation nationale paraît d’ailleurs structurée pour que
chacun y puisse commodément désigner le sien :
– La maternelle ne leur a donc pas appris à se tenir ?
demande le professeur des écoles devant des bambins agités
comme des boules de flipper.
– Qu’ont-ils fichu en primaire ? peste le professeur de
collège en accueillant des sixièmes qu’il estime illettrés.
– Quelqu’un peut me dire ce qu’ils ont appris jusqu’en
troisième ? s’exclame le professeur de lycée devant la
propension de ses secondes à s’exprimer sans vocabulaire.
– Ils viennent vraiment du lycée ? s’interroge le prof de
fac en épluchant son premier paquet de copies.
– Expliquez-moi ce qu’on fout à l’université ? tonitrue
l’industriel face à ses jeunes recrues.

(Daniel Pennac, “Chagrin d’ école”)

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