La morte di Cesare

La morte di Cesare
I congiurati, avendo deciso di uccidere Cesare, lo attesero nella Curia dinanzi alla statua di Pompeo. Essendo il dittatore entrato nella Curia, avanzarono contro di lui Cimbro Tillio e Casca, che con un pugnale colpì la sua gola. Allora, accorsero gli altri congiurati con spade e pugnali. Avendo visto tra quelli anche Bruto, che amava come un figlio, Cesare gemette: "Anche tu, Bruto, figlio mio" e subito coprì la sua testa con la toga e non oppose resistenza ai colpi. (Giacque a lungo morto) Il suo cadavere giacque a lungo davanti alla statua di Pompeo, fino a che giunse Marco Antonio con soldati armati. I congiurati avevano deciso di buttare il suo corpo nel Tevere, ma quando videro i soldati in armi, ebbero molta paura e fuggirono in modo disordinato. Allora, Antonio, con una lettiga, fece portare il corpo di Cesare nel Foro e dal foro tenne davanti al popolo un discorso appassionatissimo in cui esaltò Cesare con grandissimi elogi. Ne lesse anche, ad alta voce, il testamento, con cui lasciava in eredità al popolo romano i suoi beni. In seguito, i Romani lo annoverarono tra gli dei e definirono "giorno del parricidio", il giorno in cui lo avevano ucciso.

2 pensieri su “La morte di Cesare

  1. avere sempre acceso il fuoco ,dimostrare che il calore di una buona didattica serve a formare migliori allievi e migliori modi di comprendere il comportamento umano di individui e di gruppi.volevo solo dirti grazie

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