Ultimatum alla terra!

Ultimatum alla Terra!
 
Buongiorno al nuovo giorno che è iniziato esattamente da due ore e dodici minuti!!
 
Buongiorno ad una nuova ennesima giornata, quella del mercoledì dell’Epifania del 2009 che si spera sia diversa e più speciale delle altre! E di una "epifania" particolare vorrei riparlarvi, giacché l’ho già fatto in un post del 12 luglio del 2009!
Un apparizione contenuta in uno dei più bei film di fantascienza del passato.
 
Riporto qui una recensione presa dal sito: http://filmedvd.dvd.it/fantascienza/ultimatum-alla-terra-1951/
 
A seguire, riporto, in giallo, le riflessioni da me già scritte nel post del 12 luglio, ma con qualche piccola modifica di carattere puramente linguistico!
 
 
Titolo originale
The Day the Earth Stood Still
Genere
Fantascienza
Nazione
U.S.A
Anno di produzione
1951
Durata
92 Minuti
Regia
Robert Wise

Interpreti
Michael Rennie
Patricia Neal
Billy Gray
Hugh Marlowe
 
Washington. Un disco volante atterra in un parco della città e la popolazione, anche se spaventata, si accalca intorno ai militari per assistere all’avvenimento. Dal disco volante esce Klaatu, un extraterrestre, che si avvicina ai militari portando un piccolo dono; un soldato, tratto in inganno dal panico, spara senza pensarci. Subito dal disco volante esce un gigantesco robot, Gort, in soccorso del compagno ferito, facendo sparire con il suo raggio laser tutte le armi nelle vicinanze…

“Klaatu, Barada, Nikto!”. Queste tre parole si possono ritrovare nei modi più svariati in diversi romanzi, videogiochi e film, ma la prima volta che furono pronunciate è in questo “Ultimatum alla terra”, cult della fantascienza anni ’50 tratto dal libro “Addio al padrone” di Harry Bates del 1940. Diretto da Robert Wise ed interpretato da Michael Rennie, il film non riscosse un grande successo commerciale alla sua uscita, nonostante gli spettacolari effetti speciali (ovviamente per quel tempo), e contrariò Bates per alcune differenze con il suo romanzo. Il valore dell’opera si è affermato però con gli anni, tanto da meritarsi un remake multimilionario nel 2008.

A rimanere in particolare immune dal tempo è il messaggio del racconto, un invito a superare ogni conflitto e a vivere in pace, che rimane purtroppo sempre valido. L’avventura terrestre dell’alieno Klaatu e del suo automa Gort ha alla fine poco di fantascientifico, rivelandosi principalmente una ruvida fotografia super partes della nostra “civiltà” al tempo della Guerra Fredda. Civiltà incapace di riunire i propri rappresentanti in un unico luogo, che accoglie un ospite extraterrestre ad armi spianate finendo anche per sparargli, e che vede il potere mediatico creatore e fruitore di paure irrazionali. Una civiltà insomma quasi senza speranza, unitaria solo sotto la minaccia di un potere più grande, ma che Klaatu sceglie comunque di salvare per dare una ulteriore possibilità alla parte “buona”, rappresentata da un famoso scienziato ed una donna con il suo bambino.

I contenuti dunque non mancano, così come una bella colonna sonora, composta da Bernard Herrmann, ed alcune efficaci invenzioni (vedi l’astronave o Gort, che altro non è che un usciere dalla statura gigantesca del cinema Grauman’s di Hollywood). C’è qualche ingenuità e, sul piano narrativo, la parte finale non convince come il resto, un po’ ridondante e senza l’opportuno pathos; difetti comunque perdonabili ad un film del genere, ancora interessante.

Scritta da Manuel Celentano domenica 04 gennaio 2009, letta 2528 volte
 
Il tempo passa e sembra aspirare e portare ogni cosa con sé, come un grande rullo compressore!
  
 
 Un’immagine del film del 1951
   
Nel 2008 è stato realizzato un remake del film del ’51
 
l’ "Ultimatum alla Terra" del 1951: un invito ad unirsi agli alieni per salvare le sorti del pianeta.
L’ "Ultimatum alla Terra" del 2008: un nuovo messaggio di speranza!

 
 
Il remake del film del 1951 ha messo in luce le differenze notevoli in campo tecnologico ed  informatico che gli "ultimi" 50 – 60 anni ci hanno regalato! E la sensazione è stata impressionante.
 
Proprio il confronto tra le due versioni cinematografiche (tratte dal racconto Addio al padrone (Farewell to the Master, 1940) di Harry Bates) mi hanno ispirato la frase sul tempo!
 
 
Se non l’avete fatto ancora, provate a vedere l’edizione del film del 1951 e, solo in seguito, quella del 2008.
 
 
In entrambe le versioni assistiamo alla "discesa" di un alieno sulla Terra per informare i Terrestri del rischio di una imminente catastrofe finale del Pianeta che deriva dal comportamento umano e dall’uso spregiudicato delle risorse e delle armi. Un po’ diverso lo sviluppo della trama nel remake del 2008, in cui alcuni personaggi, come la scienziata Helen Benson, assumono un maggior rilievo ed una maggiore importanza.
 
Entrambe le versioni del film, tuttavia, ci spingono a riflettere sulle sorti del "nostro" Pianeta (ma chi ci dà il diritto di definirlo "nostro"?), sui rischi legati all’impiego delle armi, alle emissioni nocive di gas e ad altre diavolerie distruttive!
 
In entrambi i casi, si può scorgere un ULTIMATUM ALLA TERRA, anzi ai Terrestri affinché si allontanino dal baratro in cui stanno cadendo, prima che sia troppo tardi.
 
Nella seconda versione, quella del 2008, sembra esserci un messaggio di speranza, dettato dalla riflessione che gli uomini possono cambiare in modo determinante proprio quando, trovandosi ad un passo dal baratro, si accorgono del pericolo!
 
Speriamo che sia così!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...