Che fine farà la scuola pubblica?

Che fine farà la scuola pubblica?
 
 
Da tempo in molti si pongono questo interrogativo e non mancano certo le ragioni per farlo.
 
Oggi lo spunto è offerto da due notizie: la prima è tratta dal sito http://www.flcgil.it/notizie/news/2009/maggio/i_primi_effetti_dei_tagli_oltre_2_000_maestri_in_esubero 
 
 
Nel primo caso si pone l’accento sul fatto che, dopo la pubblicazione dei trasferimenti dei docenti delle scuole elementari, sono ben 2000 i maestri che risultano in esubero e, quindi, soprannumerari.
Badate bene, si tratta di insegnanti di ruolo che non sanno che fine faranno a settembre. Questi soprannumerari vanno ad aggiungersi ai numerosi precari che con ogni possibilità non lavoreranno più.
 
La seconda notizia, altrettanto pessima e disastrosa, riguarda i fondi delle scuole pubbliche che, al pari dei posti di lavoro, hanno subito un drastico ridimensionamento.
 
Il drammatico allarme è stato lanciato da alcuni dirigenti scolastici del Lazio che hanno inviato lettere ai genitori dei propri alunni, in qualche caso autotassandosi per pagare le spese postali, per comunicare che dal prossimo anno scolastico mancheranno i fondi per il normale funzionamento delle scuole e che "la bolla finanziaria  comincerà a scoppiare negli istituti con un effetto domino.  Chi non potrà più pagare fallirà come succede nelle imprese.  Bisogna intervenire prima". Si aggiunge inoltre che «le scuole saranno costrette a elemosinare più soldi alle famiglie, gli alunni senza supplenti saranno smistati altrove, il recupero sarà un terno al lotto e in molte scuole non si potrà fare l’ora alternativa alla religione».
«La situazione è gravissima– insiste Pietro Perziani, preside del Viscontino di Roma- le scuole del Lazio hanno un credito di oltre 170 milioni di euro nei confronti dello stato per spese anticipate, in Italia fanno 1,5 miliardi, ma i soldi non arrivano».  «Per le visite fiscali ad oggi non stiamo pagando le Asl – aggiunge Mazzoli -. Tra poco o falliranno loro o falliamo noi».

 

Da un lato si annuncia di voler rendere più seria e autorevole la scuola statale, dall’altro la si depotenzia in modo notevole con il taglio del personale e dei fondi!!!

Allora, la domanda nasce spontanea: "che fine farà la scuola pubblica?" Anzi, "che fine si vuole che faccia la scuola pubblica?".

 

 

 

 

 

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