Ecco!!!

Ecco

Ecco che cosa è cambiato ….

ecco che cosa è cambiato con le nuove decisioni del Governo sulla scuola rispetto a quanto era stato precedentemente stabilito.

Posto la news dal sito:
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-8/maestro-12dic/maestro-12dic.html

SCUOLA & GIOVANI

Dopo l’intesa governo-sindacati il ministro parla di piccola correzione di rotta
ma di fatto sul maestro unico a decidere saranno genitori e scuole

Gelmini: "Nessuna retromarcia"
Ma i documenti la smentiscono

di SALVO INTRAVAIA

Manifestazione contro la riforma Gelimini

Ventiquattro ore dopo l’inattesa marcia indietro del governo
sulla scuola restano diversi dubbi. Insegnanti e dirigenti scolastici
si chiedono: ma il maestro unico c’è oppure no? Secondo il ministro
dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, quella di ieri pomeriggio è stata
soltanto una piccola correzione di rotta sul piano e "non c’è nessuna
retromarcia".

"E’ tutto confermato", dichiara il giorno dopo la responsabile del
dicastero di viale Trastevere che aggiunge: "Un unico maestro sarà il
punto di riferimento educativo del bambino e viene abolito il modello a
più maestri degli anni 90". Per la Gelmini, quindi, per il cosiddetto
"modulo" di tre insegnanti su due classi è tempo di andare in soffitta.
"Chiunque affermi in queste ore che è cambiato qualcosa sta
semplicemente dicendo una falsità – incalza – e cerca in maniera
strumentale di mettere in discussione la linea del governo che non è
mai cambiata e che non cambia".

Ma come stanno le cose? Per stabilirlo basta rileggere le carte. La
versione del Piano-Gelmini passata dalle commissioni di Camera e Senato
(atto numero 36) in proposito dice che "nella scuola primaria va
privilegiata l’attivazione di classi affidate ad un unico docente e
funzionanti per un orario di 24 ore settimanali". Per il governo "tale
modello didattico e organizzativo, infatti, appare più funzionale
all’innalzamento degli obiettivi di apprendimento, (…) favorisce
l’unitarietà dell’insegnamento soprattutto nelle classi iniziali,
rappresenta un elemento di rinforzo del rapporto educativo tra docente
e alunno, semplifica e valorizza la relazione tra scuola e famiglia".


Ma, chiamata a esprimere un parere, la commissione Cultura della Camera
ha condizionato l’approvazione del Piano precisando che (punto d) "in
relazione alla scuola primaria sia previsto che l’attivazione di classi
affidate ad unico docente, funzionanti per un orario di 24 ore
settimanali, sia effettuata sulla base di specifiche richieste delle
famiglie e siano garantiti gli insegnamenti specialistici di religione
e di inglese". E che (punto e) "sia stabilito il tempo scuola in
funzione non soltanto delle esigenze di riorganizzazione didattica, ma
soprattutto in ragione della domanda delle famiglie e pertanto siano
garantiti differenti articolazioni dell’orario scolastico a 24, 27, 30
e 40 ore, mantenendo la figura dell’insegnante prevalente" secondo
quanto previsto dal decreto Moratti.

E il testo dell’accordo tra governo e sindacati firmato ieri sembra
proprio pendere verso questa strada. "In particolare, per l’orario a 24
(solo prime classi per l’anno scolastico 2009/2010) e 27 ore, si terrà
conto delle specifiche richiesta delle famiglie", specifica il punto b
del verbale. Non sembrano esserci dubbi. Saranno le famiglie e le
scuole nell’ambito della loro autonomia, e non più il ministero
attraverso la leva degli organici, a determinare quanti insegnanti
entreranno in classe. A questo punto occorrerà aspettare le scelte
delle famiglie. Quanti saranno i genitori disposti ad accompagnare i
bambini alle 8 e riprenderli alle 12.30?

"Riteniamo più che positivo il ruolo attivo dato alle famiglie e ai
genitori nel settore scuola grazie alla possibilità di scelta tra
diversi modelli di orario e di conseguenza tra diversi modelli
formativi", dichiara il movimento dei genitori (Moige) attraverso il
suo responsabile. "Questo nuovo elemento lascia un margine decisionale
importante ai genitori – continua Bruno Iadaresta – che potranno,
quindi, decidere insieme alle autorità scolastiche il metodo educativo
migliore per i propri figli".

Le altre novità, marcia indietro o no, riguardano le lezioni
pomeridiane nel primo ciclo (scuola dell’infanzia, scuola primaria e
media) che continueranno ad essere garantite. La scuola materna ed
elementare a 40 ore, che continueranno a funzionare con due insegnanti
per classe. La scuola media che, anziché 29 ore di orario obbligatorio,
ne avrà 30. Il congelamento "in connessione con l’attivazione dei piani
di riqualificazione dell’edilizia scolastica" dell’innalzamento del
numero massimo di alunni per classe. Sarà, inoltre, "tutelato il
rapporto di un docente ogni due alunni disabili" mentre la riforma
della scuola superiore partirà dal 2010/2011.

Il governo si è anche impegnato "a costituire un tavolo permanente di
confronto per ricercare le possibili soluzioni a tutela del personale
precario attualmente con nomina annuale o fino al termine delle
attività didattiche, per favorire continuità delle attività di
insegnamento e di funzionamento" e "a prevedere, qualora le risorse di
bilancio lo consentano, l’estensione degli sgravi fiscali previsti in
materia di salario accessorio" anche per il personale della scuola.

La riforma del secondo ciclo (licei, istituti tecnici e istituti
professionali), inizialmente prevista per il primi settembre 2009,
partirà dal 2010/2011. L’informazione per famiglie e ragazzi sul "nuovo
corso" inizierà dal primo gennaio 2009.

Dal 2009 partiranno i regolamenti riguardanti il Dimensionamento della
rete scolastica, quello relativo all’intero primo ciclo e il
regolamento sull’utilizzo delle risorse della scuola (del personale). I
tagli, insomma, sono confermati ma con le modifiche apportate oggi
potrebbero non raggiungere le 132 mila unità in tre anni previste dal
Piano.

(12 dicembre 2008)


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