Vittoria!!!! (almeno così sembra)

Vittoria…. almeno così sembra!!

Mi riferisco alle decisioni assunte oggi dal Ministro Gelmini.

In sintesi, sono le seguenti:
slittamento della riforma delle elementari
il maestro unico ci sarà, ma sarà facoltativo e solo su richiesta della famiglie
la riorganizzazione della scuola secondaria slitterà di un anno e farà seguito ad una approfondita discussione.

Insomma, avevamo ragione a scioperare il 30 ottobre.

Forse le nostre richieste di cambiare insieme la scuola, con discussioni e dibattiti, anziché con decreti, non era del tutto peregrina e assurda!!!

La guardia non sarà abbassata, ma apprezziamo questi segnali di dialogo che sembrano venire dal governo!

Posto l’articolo tratto dal sito
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/scuola_e_universita/servizi/slitta-la-riforma/slitta-la-riforma/slitta-la-riforma.html

SCUOLA & GIOVANI

Il ministro ha deciso di rinviare l’applicazione della parte relativa alle scuole superiori
Accolte diverse osservazioni venute in queste settimane dalle parti sociali

Scuola, la riforma slitta al 2010
"Maestro unico solo su richiesta"

Confermato il tempo pieno di 40 ore nelle elementari
di SALVO INTRAVAIA

Il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini

ROMA
Rinviata di un anno la riforma delle scuole superiori. E’ il primo
risultato del braccio tra mondo della scuola e governo condotto negli
ultimi due mesi. Ma dall’incontro con i sindacati a Palazzo Chigi,
concluso da poco, emergono altre importanti novità. Salta, in pratica,
il maestro unico alla scuola elementare e viene confermato il tempo
pieno di 40 ore alla scuola elementare. Le importanti novità, che
rappresentano un’autentica marcia indietro dell’esecutivo, sono
scaturite da un mini vertice svoltosi ieri tra il premier, Silvio
Berlusconi, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il collega
dell’Economia, Giulio Tremonti e il presidente della commissione
Cultura della Camera, Valentina Aprea.

La novità senz’altro più importante è lo slittamento di un anno (al
2010/2011) della riforma delle scuole superiori: licei, istituti
tecnici. Per l’istruzione professionale è tutto ancora in alto mare. I
regolamenti verranno presentati al Consiglio dei ministri del prossimo
18 dicembre ma la riforma partirà dal primo settembre 2010. "Per dare
modo alle scuole e alle famiglie – si legge in una nota del ministero –
di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle
innovazioni degli indirizzi". Sul secondo ciclo "si aprirà un confronto
con tutti i soggetti della scuola sull’applicazione
metodologico-didattica dei nuovi regolamenti".

I punti principali della riforma prevede "lo snellimento e la
semplificazione degli indirizzi scolastici, più legame tra le richieste
del mondo del lavoro e la scuola, il riordino degli istituti tecnici e
più opportunità per le famiglie". Dagli 820 indirizzi scolastici (tra
sperimentazioni e ordinamenti) si passa a 5 licei (classico,
scientifico, artistico, delle scienze umane, linguistico e musicale) e
11 indirizzi per quanto riguarda gli istituti tecnici. Inoltre,
"saranno messe a regime le migliori esperienze delle sperimentazioni" e
verranno aumentate le ore di "studio della lingua inglese, delle
discipline scientifiche e di matematica".


La riforma delle scuola primaria (l’ex elementare e media) e della
secondaria di primo grado (la scuola media) partirà dal prossimo anno
ma rispetto al disegno della Gelmini subirà alcune importanti
modifiche. Salta infatti il maestro unico alla scuola elementare (con
impegni di 24 ore settimanali) che si trasforma in "maestro
prevalente". Come era stato chiesto, infatti, dalla commissione Cultura
della Camera l’orario settimanale di 24 ore sarà solo una opzione che
le famiglie potranno chiedere accanto alle 27 e alle 40 ore. Nessuno
obbligo, quindi, per le scuole.

La scuola dell’infanzia dove erano a rischio le 40 ore settimanali del
cosiddetto "tempo normale" resterà praticamente invariata e viene
confermato il Tempo pieno con due insegnanti per classe, così come
richiesto dal Parere Aprea. Alle medie l’orario settimanale sarà di 30
ore anziché 29 come ipotizzato dal Piano-Gelmini. Il numero massimo di
alunni per classe non verrà elevato. Infine, il Governo, si è
dichiarato disponibile ad aprire un tavolo sul precariato. La marcia
indietro del governo non soddisfa Flc Cgil e Cobas che confermano lo
sciopero generale di domani.

Inserisco altri articoli:
da http://www.corriere.it/politica/08_dicembre_11/riforma_gelmini_slittamento_b3d8a54c-c78f-11dd-a4b9-00144f02aabc.shtml

Lo rende noto il ministero dell’Istruzione

Scuola, maestro unico "facoltativo"

E slitta di un anno il provvedimento che riguarda gli istituti superiori: partirà nel 2010

Mariastella Gelmini

ROMA – Il tanto contestato "maestro unico" alle elementari
previsto dalla riforma Gelmini sarà attivato su richiesta delle
famiglie. È confermato nel verbale conclusivo dell’incontro svoltosi a
Palazzo Chigi tra i sindacati della scuola (Cgil, Cisl e Uil, Gilda e
Snals) e il governo rappresentato dal sottosegretario Letta e dai
ministri Gelmini, Brunetta e Sacconi. All’incontro hanno partecipato
anche i segretari generali di Uil e Cisl , Angeletti e Bonanni. Il
governo si è impegnato a recepire i regolamenti che verranno presentati
al Consiglio dei ministri la prossima settimana, accogliendo i pareri
espressi dalle commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato. Il
tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla
esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti
articolazioni dell’ orario scolastico a 24 (prime classi per il
2009-10), 27, 30 e 40 ore. Quello del tempo scuola a 24 ore, se non a
27, rappresenta in sostanza un’opzione più ampia che il ministro
intende offrire alla famiglie, che ne faranno richiesta, prevedendo che
in molti opteranno per l’orario antimeridiano più ridotto.

IL VERBALE – Ecco i principali contenuti del pacchetto scuola
fissati dal verbale dell’incontro che si è a Palazzo Chigi: 1) scuola
d’infanzia a 40 ore: l’orario obbligatorio delle attività didattiche
della scuola dell’infanzia garantirà prioritariamente il tempo di 40
ore con l’assegnazione di due insegnanti per sezione e prevederà
soltanto come modello organizzativo residuale lo svolgimento delle
attività didattiche nella fascia antimeridiana, sulla base della
esplicita richiesta delle famiglie. Scongiurata quindi l’ipotesi di un
asilo solo mattutino. 2) Maestro unico su richiesta delle famiglie: il
tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla
esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti
articolazioni dell’ orario scolastico a 24 (prime classi per il
2009-10), 27, 30 e 40 ore. In particolare, per l’orario a 24 (solo
prime classi per il 2009-2010) e 27 ore, si terrà conto delle
specifiche richieste delle famiglie. 3) Due maestri per il tempo pieno:
nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati due docenti
per classe. 4) Orario delle medie: nella scuola secondaria di primo
grado, sarà previsto un orario obbligatorio da 29 a 30 ore, secondo i
piani dell’offerta formativa delle scuole autonome. 5) Tempo prolungato
alle medie: nella scuola secondaria di primo grado le classi con il
tempo prolungato, ferma restando l’esigenza che si raggiunga il
previsto numero di alunni frequentanti, funzioneranno con non meno di
36 e fino a un massimo di 40 ore. 6) Congelato l’incremento del numero
di alunni per classe: ferma restando l’adozione di misure compensative
idonee a garantire i complessivi obiettivi di riduzione dell’art.64 del
Piano Programmatico sarà previsto il congelamento per l’anno scolastico
2009/2010 dell’incremento del numero massimo di alunni per classe in
connessione con l’attivazione dei piani di riqualificazione
deJ1’edilizia scolastica. 7) Tutelato ggli alunni disabili: sarà
tutelato il rapporto di un docente ogni due alunni disabili.

SLITTA LA RIFORMA DELLE SUPERIORI – Slitta nel frattempo al
primo settembre 2010 l’applicazione della riforma della scuole
superiori, inizialmente prevista per settembre 2009. Il rinvio servirà
a «dare modo alle scuole e alle famiglie di essere correttamente
informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli
indirizzi: in particolare sul secondo ciclo si aprirà un confronto con
tutti i soggetti della scuola sull’applicazione metodologico-didattica
dei nuovi regolamenti». Lo rende noto in un comunicato il Ministero
dell’Istruzione, Università e Ricerca. «La riforma ha come obiettivo
quello di modernizzare l’offerta formativa in Italia ed è il risultato
del lavoro di questo governo e dei precedenti ministri Moratti e
Fioroni». La riforma del secondo ciclo, su cui si aprirà un confronto
con tutti i soggetti della scuola sull’applicazione
metodologico-didattica dei nuovi regolamenti, prevede tra l’altro
l’aumento delle ore delle materie scientifiche, tra cui la matematica,
e dell’inglese, ma anche uno snellimento degli istituti tecnici che
passano da 39 a 11 e la riorganizzazione del sistema dei licei.

DECRETO UNIVERSITÀ – Nel frattempo il decreto università
è stato licenziato senza modifiche dalla commissione Cultura della
Camera. I deputati hanno votato il mandato al relatore Stefano Caldoro
e da lunedì il testo, così come è uscito dal Senato, andrà all’esame
dell’Aula per il via libera definitivo. «Entro il 18 dicembre il
decreto dovrebbe essere convertito», ha spiegato Valentina Aprea,
presidente della commissione Cultura. Non si profila, almeno per ora,
un ricorso al voto di fiducia.


11 dicembre 2008

dal sito http://www.tuttoscuola.com

Slitta al 2010 la riforma dei licei e dei tecnici

I regolamenti
per i nuovi licei, già previsti dalla riforma Moratti, e per i nuovi
istituti tecnici definiti dalla legge 40/2007 sono pronti, ma una serie
di ragioni politiche e organizzative hanno indotto il governo, su
proposta del ministro Gelmini, a rinviarne l’applicazione al 2010-2011,
anziché dal prossimo anno scolastico come prevedeva specificamente una
disposizione legislativa.

I regolamenti, a quanto sembra,
seguiranno ugualmente la procedura consultiva per la loro definizione
(con approvazione degli schemi in prima lettura da parte del Consiglio
dei Ministri il prossimo 19 dicembre) ma, anche se definiti
probabilmente a gennaio-febbraio, andranno in attuazione un anno dopo,
consentendo alle famiglie di orientarsi meglio nelle scelte, e ai
docenti e alle scuole di prepararne adeguatamente l’applicazione.

Sarà anche l’occasione per aprire un
ampio dibattito su una riforma attesa da almeno quarant’anni, sperando
che non vi siano altre ragioni e interessi corporativi a frenare il
cambiamento.

 



Ci sembra, questo, davvero un segnale di ragionevolezza e di buon senso.

Finché non vedo, però, non credo! Tuttavia, possiamo almeno sperare!!

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