Come volevasi dimostrare!!

Come volevasi dimostrare

Posto l’articolo dal sito: http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_08/napoli_rifiuti_arresto_ff7b990e-ad73-11dd-8ab4-00144f02aabc.shtml.

Come avevo anche io, da profano ed inesperto, già scritto, il decreto che stabilisce l’arresto per chi abbandona rifiuti ingombranti è incostituzionale in quanto l’arresto è limitato alla sola regione Campania.

Ecco l’articolo:

Onida e Baldassarre: «violato il principio di uguaglianza»
Rifiuti abbandonati, sei arresti a Napoli
I costituzionalisti: decreto discriminatorio

Il primo provvedimento a carico di un uomo di 32 anni nel quartiere Pianura. Che però è stato subito scarcerato

NAPOLI – Cinque persone sono state arrestate a Napoli in base al decreto legge 172/2008 sull’abbandono di rifiuti ingombranti. Tutti sono stati presi in flagranza di reato. L’uomo fermato venerdì è stato rimesso in libertà dal giudice che, convalidato l’arresto, ne ha deciso la scarcerazione. Si tratta dei primi provvedimenti da quando è stato approvato dal governo il decreto legge che disciplina il fenomeno a Napoli e in Campania.

ULTIMI ARRESTI – Tre persone sono finite in manette nel quartiere Poggioreale: Salvatore Zinno, 26 anni, Domenico Manzo, 68 anni, Giovanni Amdoio, 40 anni. Tutti già noti alle forze dell’ordine, sono gestori di due box costruiti abusivamente in via De Roberto: proprio lì i tre sono stati bloccati dai carabinieri mentre depositavano rifiuti speciali, pericolosi e non (scarti di olio motore, pastiglie per freni e altro). I box sono stati sequestrati, gli arrestati sono in attesa del processo per direttissima.

IL PRIMO CASO – Il primo arresto, come anticipato da Il Mattino, è avvenuto venerdì nel quartiere Pianura: fermato dai carabinieri Vitale Varchetta, 32 anni, mentre abbandonava sul selciato rifiuti ingombranti. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, si stava liberando di mobili da cucina, bombole di gas, materiale ferroso arruginito e materiale di risulta di lavori edili, versandoli in un’area non autorizzata. Altri due arresti sono stati eseguiti sabato mattina nel quartiere di Poggioreale, dove i carabinieri hanno bloccato Gennaro Esposito, 39 anni, e Erminio Beato, 62 anni, entrambi della zona in via Brecce a Sant’Erasmo mentre da un furgone scaricavano buste di plastica, ferro, cartone, plastica, lattine, vetro e altri materiali sulla strada.

SUBITO SCARCERATO – Il decreto dovrebbe prevedere il giudizio per direttissima, ma almeno nel caso del primo arrestato, Vitale Varchetta, il pm della Procura di Napoli Valeria Gonzalez ha disposto che si proceda con rito ordinario e non direttissimo stabilendo l’udienza di convalida entro cinque giorni dall’arresto. L’uomo è quindi è a piede libero, nessun provvedimento cautelare è stato adottato nei suoi confronti. «Sembra – commenta l’avvocato Massimo Bruno, che difende Varchetta – un segnale della Procura per la quale probabilmente l’arresto debba essere previsto solo in particolari casi di violazione del decreto legge». «L’uomo è già conosciuto alle forze dell’ordine – ha specificato il capitano della compagnia Rione Traiano, Federico Scarabello -. Si tratta di un rigattiere che raccoglie materiali di scarto. Non sapendo dove gettarli li ha lasciati in questa strada di Pianura, a ridosso del cimitero vicino ai contenitori dell’immondizia». Vitale Varchetta al momento dell’arresto ha detto di non essere a conoscenza del decreto. «Stava aiutando un parente che doveva ristrutturare la casa. Per questo aveva caricato sul triciclo i mobili che sono stati trovati in strada – ha detto la sorella -. Vitale è disoccupato, si arrangia vendendo frutta nel quartiere. Speriamo che non ne facciano un capro espiatorio».

IL DECRETO – Gli arresti sono stati eseguiti in base a quanto previsto dall’art. 6 del decreto legge 172/2008. «Chiunque in modo incontrollato o presso siti non autorizzati – si legge sul testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo o immette nelle acque superficiali o sotterranee rifiuti pericolosi, speciali ovvero rifiuti ingombranti domestici e non, di volume pari ad almeno 0,5 metri cubi e con almeno due delle dimensioni di altezza, lunghezza o larghezza superiori a cinquanta centimetri, è punito con la reclusione fino a tre anni e sei mesi; se l’abbandono, lo sversamento, il deposito o l’immissione nelle acque superficiali o sotterranee riguarda rifiuti diversi, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da cento euro a seicento euro».

«DISCRIMINATORIO» – L’aver limitato alla sola Campania l’arresto per chi abbandona rifiuti ingombranti in strada è una violazione del principio di uguaglianza: due presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Valerio Onida e Antonio Baldassarre, dubitano della legittimità dell’ultimo decreto rifiuti. Se la questione verrà sollevata dinanzi alla Consulta, la norma – a detta di entrambi – rischia di subire una sonora bocciatura. «Non ci vuole molto per ravvisarne la illegittimità – esordisce Baldassarre -. Limitare l’arresto a una sola regione è una violazione dell’art. 3 della Costituzione. Se fosse un provvedimento esteso a tutta l’Italia personalmente sarei anche d’accordo. Poi però è tutto da vedere se i tre anni e sei mesi previsti vengono veramente scontati: da noi la punizione è teorica». Norma a rischio illegittimità anche per Valerio Onida: «La limitazione territoriale è un problema. Anche perché l’abbandono di un frigo o di un mobile arreca lo stesso pregiudizio all’ambiente in qualsiasi regione d’Italia. Il fatto che in Campania ci sia un’emergenza rifiuti mi sembra una considerazione un po’ debole».

08 novembre 2008

A dirlo non sono due pericolosi estremisti bolscevichi di sinistra, ma due costituzionalisti importanti, neanche completamente ascrivibili all’area del centro sinistra.

Io continuo a pensare, come ho già scritto alcuni giorni fa, che la pena dell’arresto è giustissima, ma deve essere estesa a tutta l’Italia, perché la Costituzione stabilisce che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.

E’ un peccato che non si sappiano fare neppure i decreti.

Posto, sul medesimo argomento, un articolo tratto dal sito dell’Ansa: http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_815934255.html

Costituzionalisti: decreto legge illegittimo
ROMA – L’aver limitato alla sola Campania l’arresto per chi abbandona rifiuti ingombranti in strada è una violazione del principio di uguaglianza: due presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Valerio Onida e Antonio Baldassarre, dubitano della legittimità dell’ultimo decreto rifiuti. Se la questione verrà sollevata dinanzi alla Consulta, la norma – a detta di entrambi – rischia di subire una sonora bocciatura. "Non ci vuole molto per ravvisarne la illegittimità – esordisce Baldassarre -. Limitare l’arresto a una sola regione é una violazione dell’art.3 della Costituzione. Se fosse un provvedimento esteso a tutta l’Italia personalmente sarei anche d’accordo: faccio jogging ed è scandaloso trovare frigo e tv abbandonati in mezzo al verde. Poi però è tutto da vedere se i tre anni e sei mesi previsti vengono veramente scontati: da noi la punizione è teorica. Anzi, per me le leggi in Italia sono da Stato incivile, perché nel momento in cui la pena non viene effettivamente irrogata è un incentivo alla delinquenza". Norma a rischio illegittimità anche per Valerio Onida: "La limitazione territoriale è un problema. Anche perché – osserva – l’abbandono di un frigo o di un mobile arreca lo stesso pregiudizio all’ambiente in qualsiasi regione d’Italia. Il fatto che in Campania ci sia un’emergenza rifiuti mi sembra una considerazione un po’ debole. Se in una località ci fossero più furti che altrove sarebbero giustificate pene più severe? No di certo".

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