Ma noi non ci arrendiamo!!

Ma noi non ci arrendiamo!!!
 
Come tutti sapranno è stato convertito in legge, in via definitiva dal Senato, il decreto Gelmini che reintroduce la figura del maestro unico e che spiana la strada, insieme al Piano Programmatico per l’Istruzione, al licenziamento di molti docenti precari e alla precarizzazione di molti docenti di ruolo.
 
Il provvedimento è stato approvato con con 162 a favore, 134 contrari e tre astenuti. Non essendo state apportate modifiche rispetto a quanto già votato il 9 ottobre alla Camera, esso è ora legge dello Stato.
 
Battaglia persa, dunque?
 
Non lo so!
 
 
Quello che in primo luogo dispiace è che un "buon padre di famiglia" (cioé il Governo e chi lo presiede) avrebbe potuto ascoltare, prima di decidere, le opinioni contrarie e le perplessità dei suoi "figli", ovvero dei cittadini che da un governo vogliono sentirsi garantiti e tutelati.
 
Questo "padre di famiglia" avrebbe potuto ascoltare le istanze e, diciamolo, i lamenti dei suoi "figli", ma non l’ha fatto. Come l’antico "pater familias" romano, ha fatto di testa sua, imponendo, in fretta e furia, la sua "voluntas" a tutti i suoi figli o, comunque, a parecchi di loro.
 
Volendo uscire dalla metafora familiare, è chiaro che una maggioranza ha tutto il diritto di vedere approvati i suoi provvedimenti. Ciò rientra nella logica della democrazia, proprio come in tale logica si inserisce il ruolo dell’opposizione che, attraverso vie democratiche, deve poter esprimere le sue ragioni e deve contrastare sul piano politico ed istituzionale tutto i provvedimenti ritenuti non idonei.
 
Ora, come pare probabile, partirà la grande mobilitazione pacifica e costruttiva della raccolta di firme per la celebrazione di un referendum abrogativo di questa legge.
 
Il confronto non può che spostarsi su questo piano politico – istituzionale!
 
Noi continueremo, come in passato, a fare il nostro dovere nelle scuole e nelle aule, ad istruire e a formare i nostri alunni e continueremo a farlo sempre con convinzione e con passione, finché ci sarà consentito e concesso di farlo!
 
Lo faremo con sempre più attaccamento a ciò che è per noi una missione importante!
 
Lo faremo, quotidianamente, con le piccole cose nelle nostre aule, convinti che una scuola migliore sia possibile, anche al di là delle singole contingenze e dei singoli provvedimenti.
 
La scuola sarà migliore se tutti noi, docenti, alunni, genitori, dirigenti e collaboratori, ci impegneremo a renderla tale!
 
 
Confideremo nella raccolta di firme per il referendum abrogativo, ma soprattutto ci impegneremo perché si possa sempre credere in una SCUOLA MIGLIORE.
 
 
Su questo
NOI
NON CI ARRENDIAMO!!!
 
 
 
 
 
 

4 pensieri su “Ma noi non ci arrendiamo!!

  1. prof dobbiamo continuare la protesta in qualsiasi modo… ma soprattutto in un modo che sia giusto per studenti e professori. smettendo qualsiasi forma di protesta diamo ragione a loro, all\’ opinione pubblica che ci reputa ignoranti e perdigiorno… spero che il corpo docenti del Perito ci appoggi… buon viaggio per domani, avrei voluto esserci anche io…
     

  2. Ora lo strumento utile è il referendum abrogativo!
     
    Lo scontento c\’è in tutti.
     
    Quanto alla protesta, però, proprio perché l\’opinione pubblica ci reputa ignoranti e perdigiorno, la migliore forma di contestazione contro chi ci reputa tali è quella di fare lezione in classe (per sbugiardarli), di informarci, di far crescere la nostra cultura!
    Se si continua così, chi protesta si delegittima e, alla lunga, si finisce con il dare ragione a loro. E noi non dobbiamo dare ragione a loro. Dobbiamo dimostrare che si sbagliano sul nostro conto. Dobbiamo tornare a lavorare in classe, a studiare e a insegnare!
     
     
     
     

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