News dal mondo del dissenso

News dalla protesta
 
 
 
 

E’ attesa per il pomeriggio una fiaccolata che da piazza Cordusio attraverserà le vie del centro di Milano. Al corteo parteciperanno alcune maestre di scuola elementare e gli studenti di diversi licei milanesi. Fra questi anche il liceo classico Manzoni che da questa mattina ha dato il via all’occupazione dell’istituto.

Rinunciare ai decreti e affrontare il problema della scuola con "una grande discussione con un metodo di larga condivisione": è la richiesta di un gruppo di associazioni – tra le quali Acli, Arci e Legambiente – che propongono al governo un forum nazionale per la scuola. "Pensiamo sia arrivato il momento di chiedersi quale sia il compito che l’italia vuole affidare alla scuola, quale sia la sua responsabilità sociale", si legge in un comunicato

 

L’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tre non ha contenuto i circa duemila studenti che alle 12 hanno partecipato ad una affollata assemblea con il rettore Guido Fabiani. Molti studenti hanno dovuto seguire l’assemblea attraverso maxischermi in altre aule della Facoltà. "Dobbiamo costruire il futuro di questo Paese – ha detto il rettore agli studenti – tra dieci anni sarete voi la nostra classe dirigente. Dovete lottare per far capire anche ai vostri colleghi che oggi stanno facendo lezione che cosa vuol dire fare questa battaglia".

 
 
 

Il furgone degli studenti di sinistra a fianco di quello dei giovani di destra. È Questa la nuova configurazione del presidio degli studenti di fronte al Senato. Anche i più riottosi tra i membri dell’unione degli studenti non hanno potuto resistere all’invito all’unità rivolto dal blocco studentesco e dopo una mezz’ora di pressing si sono lasciati convincere. Già molti dei ragazzi vicini all’area di sinistra si erano spostati in avanti finché uno non è salito sul furgone del blocco studentesco, si è fatto passare il microfono e ha urlato: "né rossi né neri ma liberi pensieri". Irretiti da questo slogan, anche i più reticenti si sono lasciati convincere. Risultato, dal furgone del blocco studentesco si urla "se non cambierà lotta dura sarà", mentre il furgone dell’Uds ha spento la musica.

 
 

Centinaia di studenti universitari e delle scuole medie e superiori stanno, da un paio d’ore, bloccando il traffico in varie zone della città protestando contro il decreto Gelmini. Circa 300 ragazzi stanno sfilando nella zona dei Quattro Canti, all’altezza della facoltà di Giurisprudenza; altri 500 stanno manifestando in via Notarbartolo e in via Libertà.

 
 

"Il decreto Gelmini verrà approvato perchè non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…ma questo sarà il primo passo del governo verso la sconfitta". Lo ha detto il leader dell’Italia dei Valori, Antonio di Pietro. "Gli studenti – ha aggiunto – non hanno colore politico e questo sarà il primo passo verso una rivalutazione di questo governo che non ascolta i cittadini, non fa gli interessi del Paese ma solo i propri".

 
 

Stop ai cortei anti-Gelmini da parte degli studenti del Liceo Scientifico "A. Gatto" di Agropoli, che questa mattina, dopo cinque giorni di manifestazioni e iniziative per le strade della cittadina cilentana, sono regolarmente entrati in aula per fare lezione. Gli allievi del "Gatto", però, non hanno rinunciato a proseguire la protesta. Gli studenti, infatti, indossano sul braccio una fascia che reca la scritta "Studio, ma protesto".

 

"Una delegazione di 9 studenti dell’estrema destra è da poco salita al senato per essere ricevuta". Lo fa sapere l’Unione degli studenti, che "continua a proclamare la sua contrarietà davanti all’ipocrisia di un dialogo tardivo, fittizio e ininfluente ai fini del ritiro del decreto". Secondo Uds, "l’unico vero presupposto per un dialogo è ancora una volta il ritiro immediato del decreto 137". Dunque, concludono, "finché questo non avverrà non fermeremo la protesta e non ci sederemo a nessun tavolo".

 

"Se il governo non cambierà strada, convocando i rettori, ritirando tagli insostenibili e aprendo la via a una seria riforma delle università, non potrò che dimettermi insieme agli altri rettori italiani. Ne abbiamo parlato tutti, siamo tutti d’accordo". A parlare è il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, che, in un’intervista alla ‘Stampa’. Secondo Profumo, a livello nazionale i tagli ammontano a "un miliardo e 450 milioni nel 2013". Al Politecnico "il fondo di finanziamento ordinario calerà a 103 milioni nel 2010, 92 nel 2011 e 90 nel 2012". In pratica per l’ateneo diretto da Profumo significa che "perderemo – dice il rettore – 150 professori e faremo 12 mila ore in meno di lezione".

Circa un migliaio di zaini sono stati lasciati stamani appesi alle ringhiere del cortile esterno del liceo scientifico "Galileo Galilei" di Potenza, "simbolo della nostra protesta e del nostro strumento quotidiano di apprendimento, lasciato fuori dalla scuola": gli studenti, invece, sono entrati "solo per eleggere – hanno spiegato – i rappresentanti alla Consulta provinciale". La forma di protesta è stata attuata alle ore 8.30, al suono della campanella. Stamani, inoltre, è stato organizzato un altro corteo per le vie di Potenza. Nel centro storico, invece, si svolgeranno lezioni all’aperto. Nell’aula magna del Campus universitario di Macchia Romana è prevista un’assemblea con studenti, docenti e famiglie.

 

Prosegue l’opposizione dell’Unione degli Universitari (Udu) alla legge 133 ed invita il ministro Gelmini a ripensare la posizione di chiusura rispetto l’ abrogazione degli articoli 16 e 66 del provvedimento, unico per fermare la protesta.

 
 

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