Gli studenti hanno ragione

Hanno ragione!!!
 
I ragazzi "credo che abbiano ragione a protestare contro quella che viene enfaticamente chiamata riforma Gelmini ma in realtà sono dei provvedimenti che tagliano i fondi per la scuola, la ricerca e l’università. Consiglierei di ascoltarli". (Massimo D’Alema)
 

"Ho iniziato con il ’68 ho fatto il ’77 e la Pantera, ora sono in pensione…" scherza Umberto Eco con chi gli chiede se condivida le ragioni della protesta. Poi, serio, il professore emerito e presidente della Scuola superiore di studi umanistici dell’università di Bologna aggiunge: "I tagli, ovviamente, sono una tragedia".

"E’chiaro che Berlusconi vuole evitare l’allargamento del conflitto sociale spostando tutto sul piano dell’ordine pubblico, e non considerando le istanze che studenti, ricercatori, docenti, famiglie stanno proponendo". Lo affermano in una nota gli Studenti di Sinistra. "L’attacco del governo è mirato a colpire i fondamenti dell’Università pubblica e a sancirne il definitivo declino, reintroducendo un forte classismo nell’istruzione in base al censo. Da parte di un governo autoritario come l’attuale, attaccare così duramente l’istituzione universitaria è il modo migliore per tentare di reprimere ogni sviluppo di una coscienza critica e di ogni forma di dissenso. Noi non cadremo in questo ricatto".

 

Scuole elementari in piazza oggi a Padova. Un migliaio tra maestre, scolari e genitori hanno presso possesso pacificamente di piazza dei Signori, in centro storico, per un pomeriggio di riflessioni e proposte sulla scuola pubblica, arricchito da giochi, merende e spettacoli di artisti di strada. La manifestazione è stata promossa dal Comitato padovano "Genitori e insegnanti per la scuola pubblica". Molti i bambini che indossavano magliette con un cuore e lo slogan "Noi amiamo la scuola pubblica".

Salta la trattativa tra gli studenti dell’Udu e il ministro Gelmini. L’Unione degli universitari fa sapere che "il tavolo è chiuso in quanto non è stata accolta la nostra richiesta di abrogazione degli art.16 e 66 della legge 133, per noi prerogativa per l’apertura del dialogo". Per questo, l’Udu rilancia "le iniziative di protesta", assieme a "tutte le altre realtà che condividono questa grande battaglia di democrazia che deve diventare propria dell’intera società civile".

Stanno terminando le iniziative degli universitari di Milano. Un breve corteo, partito da Piazza Duomo, si è concluso all’Accademia delle Belle Arti di Brera. In testa e in coda, circa 40 poliziotti che alla fine della manifestazione sono stati salutati in maniera ironica dal gruppo di studenti. Uno di loro urlando nel megafono ha ricordato: "Berlusconi ha deciso che non potete più entrare nelle università perciò vi salutiamo qua".

"Credo che gli studenti abbiano il diritto, direi il dovere, di esprimere il loro pensiero". Andrea Camilleri parla del movimento studentesco in una intervista che andrà in onda, questa sera, a "Lineanotte" del Tg3. Per lo scrittore, gli studenti hanno il diritto di dire la loro "soprattutto su una cosa così seria come un decreto legge che provoca un certo sommovimento nella scuola, che provoca un impoverimento di insegnanti, di ore di studio e di strumentazioni". E conclude: "Le richieste degli studenti vanno fatte con civiltà, ma con altrettanta civiltà vanno accolte".

"E’ indecoroso e strumentale il tentativo della ministra Gelmini di ottenere avallo al decreto sulla scuola attraverso l’apertura di un tavolo fittizio con sigle studentesche più o meno compiacenti". E’ quanto afferma Domenico Ragozzino, responsabile scuola e istruzione dei giovani Prc.

 

Silvio Berlusconi attacca da Pechino la protesta degli studenti. «In tantissime manifestazioni organizzate dall’estrema sinistra e dai centri sociali, così come mi ha confermato il ministro dell’Interno, ci sono dei facinorosi: non tutti naturalmente, dei piccoli gruppi, ma nei cortei organizzati da queste entità ci sono dei facinorosi che hanno il supporto dell’estrema sinistra e dei giornali». «Io non ho cambiato assolutamente atteggiamento – prosegue il presidente del Consiglio – vale quello che ho detto, e ne ho parlato anche con il ministro dell’Interno: se lo Stato vuole essere Stato deve difendere il diritto dei cittadini a frequentare le scuole e le università».

VELTRONI– Frasi che, secondo Walter Veltroni, è inutile commentare. «Ormai faccio fatica – spiega il leader del Pd – tanto tra un quarto d’ora lo smentisce. Non ho idea a chi si riferisca ma è inutile commentare, si aspetta la smentita e si risparmia fatica». «Abbiamo un paese con un premier – aggiunge – che parla la mattina e si smentisce il pomeriggio pensando che gli italiani debbano sempre accettare tutto».

GELMINI-STUDENTI – Intanto è rottura tra le diversi sigle studentesche dopo la convocazione al ministero dell’Istruzione. Maria Stella Gelmini, spiegano alcune associazioni di sinistra, «non ha dato la sua disponibilità a ritirare il provvedimento». Per questo alcune sigle hanno deciso di non partecipare. Le associazioni di destra, invece, sono state ricevute dal ministro e hanno deciso di dialogare. «Apprezziamo l’apertura del ministro nei confronti delle associazioni studentesche- sottolinea Michele Pigliucci, responsabile nazionale di Azione studentesca – bisogna costruire qualcosa e non solo protestare». L’Unione degli studenti, al contrario, ha consegnato una lettera alla Gelmini, senza partecipare al tavolo di confronto. «Il ministro – riferisce l’Uds – ha temporeggiato e invitato nuovamente gli studenti a leggere i suoi decreti, dando ancora una volta prova di sottovalutare l’analisi del movimento studentesco e la serietà delle associazioni con le quali ha appena cominciato la consultazione». Dal canto suo, la Gelmini ha ribadito che «non è vero che in Italia si spenda poco per l’istruzione, anzi siamo tra i primi d’Europa. Il problema è che si spende male».

24 ottobre 2008

 

Prima di partire, il dialogo tra gli studenti e il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, è già finito. L’ Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti medi hanno deciso di abbandonare il confronto con il ministro perché non sono state rispettate le loro richieste: lo stralcio degli articoli 16 e 66 della legge 133.

«Non ci siamo nemmeno seduti al tavolo perché riteniamo che il ministro non abbia ascoltato il movimento», ha detto Federica Musetta, coordinatrice nazionale dell’Udu. Per la Musetta «non ci sono le condizioni per aprire il dialogo». La tela del dialogo si è subito spezzata quando la Gelmini «ci ha detto che non ritirerà questi provvedimenti» ha concluso la coordinatrice nazionale dell’Udu.

Sulla stessa linea la Rete degli Studenti medi che attaccano: «Per noi l’intera riforma è solo un modo per risparmiare 8 miliardi di euro» ha detto Luca De Zolt portavoce dell’organizzazione. De Zolt sottolinea che «Su questo il ministro non ci ha risposto». E allora si proseguirà con le proteste: «Continueremo con le proteste e ogni scuola deciderà singolarmente se occupare. Continuerà la nostra mobilitazione, ampia, pacifica e non violenta» conclude il portavoce della rete degli Studenti medi.

Ora sono attese al confronto con la Gelmini altre organizzazioni, tra cui Azione studenti e il Movimento degli studenti cattolici ma pare che manchino all’appello le organizzazioni della sinistra studentesca.

Intanto fanno ancora discutere, le parole pronunciate venerdì mattina da Berlusconi contro chi sta protestando contro il decreto Gelmini suonano dure. «Tra i manifestanti ci sono gruppi di facinorosi – ha tuonato il presidente del Consiglio – Hanno l’appoggio dell’estrema sinistra e dei giornali». Deve aver dormito male Berlusconi, o forse giovedì sera deve aver visto alla televisione quella massa di «facinorosi» che da Torino a Palermo ce l’ha con lui: mamme e papà, ragazzi dalla faccia pulita, maestri e professori. Tutti a dire che l’idea del maestro unico e i tagli alle università sono una delle cose più nefaste che possano capitare alla scuola pubblica italiana. Non è bastato l’appello del segretario del Pd Walter Veltroni che giovedì ha chiesto al governo di fare una cosa di buon senso: ritirare il decreto e riaprire un tavolo di discussione con chi a scuola ci lavora o ci va tutti i giorni.

Dal canto suo, in attesa della manifestazione di sabato dove la protesta sulla scuola avrà un ruolo centrale, il Pd ha raggiunto un primo risultato: «Siamo riusciti ad ottenere il rinvio dell’esame del decreto Gelmini – spiegano i senatori Franca Biondelli, Paolo Nerozzi e Vincenzo Vita – Speriamo che tra ostruzionismo parlamentare e proteste di studenti, docenti e famiglie il governo si ravveda».

Alcune centinaia di studenti universitari, preventemente de La Sapienza, hanno partecipato a un sit-in di protesta contro i tagli all’istruzione all’ingresso dell’auditorium di Roma, che ospita la festa del cinema.

Gli studenti sono andati lì dopo un corteo che dall’ateneo ha raggiunto la stazione di Termini. La situazione è tranquilla e non si registrano scontri. Tuttavia una fila di poliziotti e carabinieri impedisce l’accesso al red carpet dove, a partire dalle diciotto e trenta, avrebbero dovuto sfilare gli attori. Gli spettatori stanno comunque entrando, pur con qualche difficoltà, e le proiezioni non saranno sospese. Tra gli slogan urlati dagli studenti «noi la crisi non la paghiamo».

Pubblicato il: 24.10.08
Modificato il: 24.10.08 alle ore 21.12

 

 
 

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