Il boomerang

Il BOOMERANG
 
 
 
Che cos’è il boomerang?
 
Tutti lo sanno: dicesi boomerang l’arma da getto degli indigeni dell’Australia, costituita da una striscia di legno piatta e piagata ad angolo ottuso capace di ritornare al lanciatore se non colpisce il bersaglio. 2) fig.: azione che si ritorce contro chi la compie .
 
 
 
Berlusconi minaccia il ricorso alla Polizia nella speranza di intimidire chi protesta ed esprime il proprio disagio.
 
Ma subito dopo le sue dichiarazioni proteste e manifestazioni nel Paese sono aumentate notevolmente!
 
 
Ecco, dunque, il BOOMERANG!!!
 
Intanto, saggiamente, il Presidente Napolitano ha invitato alla calma e a trattare con queste parole: "Indispensabile che su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione". Gli sprechi vanno tagliati, ma in modo ragionato e discusso con chi nella scuola opera!
 
In merito al boomerang che giustamente si ritorce contro chi lo lancia ecco quanto si legge nell’articolo online del Corriere, al sito http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_22/studenti_proteste_occupazioni_decreto_gelmini_87e6a5f0-a02b-11dd-bdbb-00144f02aabc.shtml
 
 

VELTRONI: «proteste così ampie dovrebbero portare il governo a ritirare il decreto»

Gli studenti non si fermano: blocchi
a Milano, occupazioni a Roma e Napoli

In mobilitazione anche i ragazzi delle scuole superiori.
Nel capoluogo lombardo corteo non autorizzato

MILANO – Nonostante le parole di Berlusconi («le occupazioni sono una violenza, manderemo le forze dell’ordine»), le proteste degli studenti delle scuole e delle università proseguono in tutta Italia. Tanto che secondo il leader del Pd Veltroni «proteste così ampie e diffuse dovrebbero portare il governo a ritirare il decreto Gelmini e le misure con i tagli alla scuola e all’università». Dal governo arriva la risposta del ministro del Lavoro Sacconi, secondo cui le proteste sono guidate da «giovani presuntuosi e politicizzati», frutto di una scuola e di una università «autoreferenziali» nate negli anni Settanta.

OCCUPAZIONI E PROTESTEDopo gli incidenti di lunedì a Milano e l’occupazione di alcune facoltà a Roma e Torino, il corteo a Firenze e l’occupazione del rettorato a Bologna, mercoledì mattina alla Sapienza di Roma gli studenti hanno chiuso con lucchetti e catene il dipartimento di Fisica in segno di protesta. Sempre nella capitale è iniziata l’occupazione del liceo ginnasio Torquato Tasso. Favorevoli all’iniziativa circa 800 allievi su 1.200, riferiscono alcuni studenti, sottolineando «il sostegno ricevuto da parte della classe docente». Mercoledì mattina, all’entrata del liceo Russel, Azione Studentesca ha protestato contro la «casta dei professori» e due cortei non autorizzati, composti da studenti di scuola media superiore degli istituti Orazio, Nomentano, e Matteuzzi hanno sfilato a ponte Milvio e nel quartiere talenti.

MILANO, CORTEO NON AUTORIZZATO A Milano gli studenti universitari, al termine di una lezione all’aperto sotto la statua di Vittorio Emanuele II in piazza Duomo, hanno formato un corteo non autorizzato. I circa 700 partecipanti – secondo gli organizzatori – si sono diretti alla facoltà di Scienze politiche della Statale in via Conservatorio, bloccando con un sit-in l’incrocio della circonvallazione interna tra via Visconti di Modrone e via Mascagni. Arrivati in sede i manifestanti hanno bloccato le lezioni per una decina di minuti e c’è stato un acceso confronto con i presenti. Gli studenti, un centinaio, hanno fatto irruzione nell’aula 11 di via Conservatorio e hanno esposto di fronte alla cattedra lo striscione «La vostra crisi non la pagheremo noi», cercando invano di convincere gli alunni e il professore a bloccare l’insegnamento o a spostarlo in cortile. «È un’evidente forzatura – ha detto il professor Giorgio Barba Novaretti -. È un’azione violenta».

STATO DI AGITAZIONE A NAPOLI – Anche all’Università Orientale di Napoli è iniziata l’occupazione dopo l’assemblea indetta dai collettivi universitari. «La decisione è stata presa a maggioranza dopo il rifiuto dei docenti ad attuare il blocco della didattica» spiega un portavoce della rete dei dottorandi e dei ricercatori. Sempre a Napoli corteo di protesta degli studenti del liceo linguistico e sociopedagogico Villari che hanno dichiarato di essere «in stato di agitazione». Alla manifestazione si sono aggregati studenti di altre scuole. Gli studenti del liceo classico Pansini hanno deciso di non sospendere le lezioni ma di occupare la scuola di pomeriggio e di notte.

UNIONE DEGLI STUDENTI – A Torino continua l’occupazione di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, decisa dall’assemblea degli studenti. Le lezioni proseguono regolarmente. È occupata anche la facoltà di Fisica, mentre davanti al Dipartimento di Scienze della Terra studenti e ricercatori hanno manifestato chiedendo simbolicamente l’elemosina. Uno studio mobile di Radio BlackOut, emittente vicina ai gruppi antagonisti, segue le proteste contro la riforma Gelmini. Fino al 29 ottobre, studenti, genitori, maestri, docenti delle scuole medie e dell’università si alternano ai microfoni della radio per circa due ore al giorno. A Bari è stato inscenato un corteo funebre per la morte dell’università pubblica. L’Unione degli Studenti fa sapere che il calendario delle iniziative è fitto, in vista della manifestazione nazionale del 14 novembre, praticamente in tutta Italia.

«DICHIARAZIONI GRAVISSIME» – Le proteste e le occupazioni continueranno e «Berlusconi dovrà prendersi la responsabilità delle sue azioni». Così gli studenti rispondono alle dichiarazioni del presidente del Consiglio. «Dal presidente del consiglio non ci aspettavamo certo provocazioni questo tipo – dice Luca De Zolt, portavoce nazionale della rete degli studenti medi -. Le dimensioni della protesta hanno dimostrato che non c’è alcuna strumentalizzazione. C’è invece una risposta generale di studenti e docenti che si oppongono al taglio dei fondi e alla riforma Gelmini». Di «dichiarazioni gravissime» parla anche un esponente del collettivo di fisica dell’università La Sapienza di Roma, che «evidentemente mostrano che il governo è in difficoltà di fronte alla nostra protesta pacifica e determinata». A Napoli gli studenti hanno deciso di procedere all’occupazione di palazzo Giusso, al grido «non accettiamo la militarizzazione del territorio».

22 ottobre 2008

IL DISPOTISMO E GLI ATTEGGIAMENTI LIBERTICIDI NON POSSONO AVERE DIMORA IN QUESTO PAESE!!!

 

… A proposito, mai scherzare col …. boomerang!!!!

 

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