Governo, scuola e fascismo

Governo, scuola e fascismo
 
 
 
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Veltroni, leader del PD, GIUSTAMENTE attacca il governo che vuole annichilire la scuola pubblica e intende creare classi – ghetto per gli alunni stranieri!!!!!
 
 
 
Incollo in questo post l’articolo tratto dal sito di Repubblica.it.
 
Rinnovo l’invito all’ adesione massiccia ed efficace alla grande manifestazione del 30 ottobre e allo sciopero generale.
 
Questa controriforma NON S’HA DA FARE!!!!!!
 
 
Non si possono gettare sul lastrico 87.000 persone (tante saranno le persone che perderanno il posto in tre anni), per poi fare, contemporaneamente, i decreti salvamanager e finanziare la scuola privata!!
 
Battiamoci uniti e compatti per una scuola migliore. Siamo consapevoli che le riforme vanno realizzate e gli sprechi vanno eliminati, ma non con una dispotica e tirannica decretazione che punta solo a soffocare il dibattico, bensì con il dialogo ed il confronto tra governo, parti sociali e operatori della scuola, nonché con gli alunni!
 
Lottiamo anche contro i propositi di restrizione del diritto di sciopero!
 
O adesso o mai più!!
 
Ecco l’articolo di Repubblica

SCUOLA & GIOVANI

Dal leader del Pd duri giudizi sulla Gelmini e sulle classi per immigrati
"Occorrono garanzie per le pmi e tutela ai rischi di cassa integrazione"

Scuola, fascismo e crisi economica
Veltroni all’attacco del governo

"In un consiglio municipale due esponenti del Pdl hanno fatto il saluto romano"
"La manifestazione del 25 ottobre esprimerà il disagio di un Paese che vuole cambiare"

Walter Veltroni

ROMA – "So per certo che molte scuole chiuderanno e questa riforma favorirà la dispersione scolastica. Hanno fatto tagli agli unici due settori dove non si dovevano fare: scuola e sicurezza". Duro attacco al governo da parte del segretario del Pd. Walter Veltroni, partecipando ad un comizio presso il circolo del Pd nel quartiere romano di San Basilio, ha parlato di un "brutto clima" nel Paese. "E non solo dal punto di vista dei valori – ha sottolineato il leader del Partito democratico -. Cosa vuol dire che un immigrato non può stare in classe con gli italiani, queste classi differenziate sono un atto di chiusura che farà crescere gli immigrati nell’odio. Non ci si ricorda che noi siamo un Paese di immigrati. Si vuole instillare il seme dell’odio".

Gelmini: "Sembriamo di sinistra". "Questo governo sembra essere un governo di sinistra per come ha a cuore i bisogni della gente", aveva detto in precedenza il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, nel corso di un intervento al convegno della fondazione ‘Magna Carta’ a Norcia. Il ministro ha difeso punto per punto la riforma della scuola a partire dal maestro unico. Una formula – ha detto – che "esiste in tutti i paesi europei, mentre il cosiddetto modulo è una anomalia tutta italiana".

Maria Stella Gelmini ha difeso il voto in condotta, che ha assicurato "non ha volontà sanzionatoria, ma di crescita complessiva della persona". Ha assicurato che non sarà tagliato il tempo pieno: "Ho 35 anni – ha detto – non ho figli, ma sono una donna e capisco i problemi delle donne che lavorano, in molti casi per ambizione in altri per necessità. E quindi sarebbe assurdo fare un provvedimento di questo genere. Durante le ore di lezione ci sarà un solo insegnante e gli altri due – ha assicurato Gelmini – saranno ‘spalmati’ in altri orari".

Secondo la Gelmini sulla riforma della scuola "si stanno raccontando molte bugie: si è detto addirittura che ci saranno 87 mila licenziamenti". Frutto di disinformazione, secondo il ministro, anche le polemiche sulle classi ponte per gli immigrati, proposte in una mozione della Lega: "non si tratta di ghettizzare nessuno ma di affrontare il problema dell’aiuto verso chi viene da un paese straniero: sto cercando risorse per fare dei corsi di lingua italiana per i bambini immigrati in difficoltà".

Fascismo. Ma Veltroni, nel corso del suo comizio a Roma, ha parlato anche del rischio fascismo. "C’è un brutto clima nel Paese – ha ribadito Veltroni -. C’è un clima di intolleranza pericolosissimo. Pensate – ha ricordato il leader del Pd – che in un consiglio municipale due esponenti del Pdl hanno fatto il saluto romano: è il simbolo con il quale venivano prese molte persone e portate alle Fosse ardeatine. E’ il saluto con il quale torturavano a via Tasso". Poi Veltroni ha ricordato le polemiche sull’antifascismo: "Non voglio vivere in un Paese in cui il presidente del Consiglio a chi gli chiede dell’antifascismo risponde che lui ha da lavorare. L’antifascismo è un valore fondante della nostra democrazia".

Crisi economica. Veltroni ha anche ribadito le proprie preoccupazioni per la situazione economica a causa della crisi dei mercati finanziari: "Il Paese è fermo, gli annunci roboanti stanno a zero. Le piccole e medie imprese sono in difficoltà, se si fermano loro il rischio è che si fermi il Paese. Delle cose che ha detto Berlusconi, una è davvero inaudita: che non ci saranno effetti della crisi sull’economia reale. Ovvio che ci sono, c’è il rischio di recessione". Proprio per questo, Veltroni chiede "correzioni al decreto per introdurre maggiori garanzie per le pmi e maggiore tutela ai rischi di cassa integrazione".

Tasse. "Dov’è la riduzione delle tasse? Il governo non ha alibi – ha incalzato il numero uno del Pd -, quando hanno iniziato a governare la situazione era buona, ma loro dicono che le diminuiranno nel 2014 quando non saranno più al governo". Veltroni ha ricordato come l’esecutivo su Alitalia "ha buttato via 1,5 miliardi di euro che potevano essere pagati da Air France, ai quali vanno sommati i 2 miliardi di euro per l’Ici: insieme facevano una bella cifra che poteva essere utilizzata".

La manifestazione del 25. Quanto alla manifestazione del 25 ottobre: "Sarà una grande manifestazione, serena e forte, forte perché verrà per unire il Paese. Una manifestazione di popolo che esprimerà il disagio di un Paese che vuole cambiare".

"Le cose stanno già cambiando – ha continuato Veltroni – speriamo che il voto negli Usa renda il cambiamento più rapido. L’Italia comincia ad accorgersi della realtà drammatica di un Paese che non ha più bisogno di chiacchiere e favole, ma un drammatico bisogno di cambiamento".

"C’è la realtà di un Paese in sofferenza – ha concluso Veltroni – che fa fatica ad arrivare a fine mese: non vorrei che parlassimo d’altro, vorrei dare voce al disagio che cresce".
(18 ottobre 2008)

 

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