The Beatles (White Album)

The Beatles (noto come White Album)
 
 
 
 
 
 

 
A novembre del 2008 questo album compie 40 anni.
 
Fu pubblicato, infatti, tra il 22 ed il 25 novembre del 1968.
 
Due le principali caratteristiche che balzano immediatamente alla vista: la copertina completamente bianca del disco e, cosa insolita per un album dei 4 di Liverpool, la durata dell’opera: per la prima volta, infatti, i Beatles ci offrono un LP doppio.
 
Sembrerà paradossale, ma proprio mentre il gruppo dei Beatles vive l’inizio della crisi che condurrà allo scioglimento ed alla successiva carriera di solisti dei Fab Four, esce per la prima volta un album doppio! In realtà, ciascuno dei quattro esponenti della Band aveva portato un corposo numero di pezzi da registrare e questo ha sicuramente inciso sull’esito e sul successo dell’ LP.
 
Copertina bianca, novità assoluta: ma anche questa è determinata dallo stato di tensione che serpeggiava nel gruppo, per cui si decise di non inserire immagini personali sulla cover.
 
Negli Studios di Abbey Road ciascuno agiva per sé, pretendendo uno studio a testa. Poche le interazioni all’interno della band: tra queste, a mio avviso, la più suggestiva e bella è senza dubbio quella che condusse all’ incisione della canzone OBLADI  OBLADA, in cui il testo e le idee di Paul McCartney vennero egregiamente (anche se con scarso entusiasmo) esaltate dal martellante ritmo del piano di John Lennon.
 
Altre canzoni memorabili: Revolution e Revolution 9; Dear Prudence; Blackbird, Glass Onion e, infine, Martha My Dear. Revolution 9 è una registrazione sperimentale costituita da suoni di genere diverso (dialoghi, rumori e quant’altro) associati in un unico brano di circa 8 minuti.
 
Ma è tutto l’album ad acquisire, nel suo complesso, un importante valore non solo musicale, ma anche storico e documentario!

Non si può e, soprattutto, non si deve assolutamente dimenticare la grande interpretazione di "While my guitar gently weeps" di George Harrison. In questa canzone l’esponente dei Beatles traspone in poesia alcune sue riflessioni sul relativismo, sulle debolezze e sulle follie dell’animo umano. Una canzone destinata a restare per sempre nella storia della musica internazionale di tutti i tempi.

Questo è il testo:
 

I look at you all see the love there that’s sleeping
While my guitar gently weeps
I look at the floor and I see it needs sweeping
Still my guitar gently weeps

I don’t know why nobody told you
How to unfold your love
I don’t know how someone controlled you
They bought and sold you

I look at the world and I notice it’s turning
While my guitar gently weeps
With every mistake we must surely be learning
Still my guitar gently weeps

I don’t know how you were diverted
You were perverted too
I don’t know how you were inverted
No one alerted you

I look at you all see the love there that’s sleeping
While my guitar gently weeps
Look at you all…
Still my guitar gently weeps

 
 Da notare come risultino drammaticamente attuali determinate frasi, quali ad esempio: "I look at the world and I notice it’s turning", oppure "I don’t know how someone controlled you
They bought and sold you".

La canzone, sicuramente una delle più belle dei Beatles, è stata inserita tra le 500 migliori canzoni al mondo e tra i migliori 100 pezzi suonati con chitarra acustica.

Varie le versioni di Harrison e le cover successive. Vi propongo, da Youtube, il pezzo contenuto nel White Album!

 

 
 
 
ABBEY ROAD
 
Particolarmente bello è l’album successivo, quello del 1969, intitolato ABBEY ROAD, dal nome della strada dove sorgevano gli studios del Beatles e della Apple.

Si tratta del penultimo Lp del gruppo, e dell’ultimo inciso insieme dai Beatles.
 
Quello del 1970 (Let It BE) è frutto per lo più di pezzi incisi precedentemente!
 
Si ritorna alla formula tradizionale dell’album singolo, ma il disco si configura come graduale e interminabile climax ascendente e, soprattutto, dopo gli sperimentalismi degli anni precedenti e, soprattutto, del White Album, appare caratterizzato dal ritorno alla musica Pop che aveva segnato l’inizio della storia musicale del gruppo.
 
Mirabili, nel lato 1,  sono i pezzi Oh Darling, Come Together, I Want You (She’s So Heavy). Nel Lato 2 spiccano Here Comes the Sun, la canzone melodica Because e l’eccezionale You Never Give Me Your Money.
 
Se escludiamo la breve appendice finale di Her Majesty, della durata di 30 secondi, appare sintomatico di ciò che sarebbe accaduto di lì a qualche mese, il titolo del pezzo che conclude l’album  (e, con esso, l’intera storia dei Beatles come Band): THE END, in cui spicca il grande contributo, alla batteria, di Ringo Starr. 
 
The End si richiama anche all’Hard Rock e al Progressive.
 
Un grande capolavoro, l’ultimo grande capolavoro, questo album dei Beatles.
Il penultimo della loro produzione discografica, ma l’ultimo come gruppo e soprattutto l’ultimo che possa fregiarsi del contributo e della produzione di George Martin. 
 
Dal 1970 sarebbe stata tutta un’altra storia!!!
 
  
 
  

3 pensieri su “The Beatles (White Album)

  1. Beh, prof….. sapete come la penso sui Beatles…. quindi il mio giudizio potrebbe essere un po\’ di parte😄
    Grandissimo gruppo e grandissimo album, anche se io amo molto "ABBEY ROAD"….. penso che la parte migliore dei Beatles sia venuta fuori dal 1967, con gli album Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band, Magical Mystery Tour, White Album, Yellow Submarine, Abbey Road, Let It Be.
     
    Let it Be uscì nel 1970 ma fu registrato nel 1968…. quindi l\’ultimo album ufficialmente registrato in studio dai Beatles è Abbey Road, e secondo me THE END è il pezzo maggiormente indicato per la chiusura del disco e del medley di Abbey Road che parte da SUN KING per finire a THE END, appunto.
    Non dimentichiamo però la reunion del 1995 dei Beatles, con FREE AS A BIRD e REAL LOVE, pezzi incompleti di Lennon terminati dagli altri Beatles in cui spicca anche la voce di John!!!😀
     
    Non sapevo che il piano di OBLADI OBLADA fosse di Lennon…. di solito il piano martellante nelle canzoni dei Beatles è stato sempre di McCartney!!!!
     
    Grandissimi dischi comunque e grandissima band…. venerdì 22 su Raiuno ci sarà una serata tributo…. beh, ci hanno copiato, dopo la nostra con gli Abbey Road!!!!
     
    E citando Blackbird: …You were only waiting for this moment to arise
     
    MANUEL

  2. In effetti, anche se il White Album è molto bello, il successivo Abbey Road è più suggestivo, sia sul piano musicale, sia su quello prettamente "documentaristico", in quanto è, nella realtà, l\’ultimo LP inciso insieme dal gruppo.
     
    Bella l\’idea di una serata e di una band dedicate a loro, bravi!
     
    Quanto a OBLADI OBLAD, in effetti l\’introduzione pianistica iniziale di Lennon è un fatto singolare.
     
    John Lennon detestava quella canzone tanto voluta e amata, invece, da Paul McCartney.
     
    Così, nella fase di arrangiamento di questa canzone, Lennon, quasi preso da un moto di stizza, "pestò" in maniera "brutale" e nervosa, ma musicalmente "efficace" il piano, creando l\’introduzione pianistica che conosciamo e rendendo, involontariamente, questa canzone da lui tanto detestata una delle più belle della band!
     
    L\’intenzione di Lennon era quella di "sbrigare" una volta per tutte OBLADI OBLADA per passare ad altri brani. Eppure, il risultato è stato eccezionale!
     
     

  3. Grazie prof…. beh in realta gli "Abbey Road" altro non erano che i Rox Populi in una serata solo ed esclusivamente per i Beatles (poi è capitata la seconda serata nello stesso giorno e là abbiamo dovuto presentarci come Rox XD) …. ciò non toglie che nelle esibizioni dei Rox Populi, visto il numero di canzoni studiate oramai, dedicheremo un blocco della scaletta esclusivamente ai Beatles (Love Me Do, I wanna be your man, Eight Days a Week, Here comes the sun, Get Back, Free as a Bird). Se capiterà faremo qualche altra serata dedicata esclusivamente ai Beatles🙂

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